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Dizionari storici

È abbastanza vasto il panorama dei dizionari, "storici" e moderni, a disposizione per chi voglia approfondire la ricchezza lessicale della lingua sarda.

Da un lato abbiamo la produzione in qualche modo "storica", dall'altro le opere uscite nel secondo Novecento (e anche più recentemente), ancora al vaglio degli studiosi per stabilirne la bontà del metodo e l'attendibilità dei contenuti. Matteo Madao è considerato tra i primi, se non il primo, lessicografoi della lingua sarda per aver pubblicato nel Settecento due volumi: uno con parole sarde derivate dal greco e l'altro con quelle derivate dal latino. Nell'Ottocento si distingue sicuramente Vincenzo Porru con il suo "Nou dizionariu sardu italianu", del 1832-34. Segue il fondamentale "Vocabolario sardo-italiano e italiano-sardo" (1851-52) di Giovanni Spano. Il canonico di Ploaghe, rispetto al Porru, ha forse il merito di aver indagato il sardo a 360 gradi occupandosi di tutte le varianti, non solo della propria.

L'intera opera aiuta a comprendere la dignità storica e culturale della lingua sarda, riconoscimento che appariva già da allora opportuno, nel momento in cui, con l'unità d'Italia, la Sardegna si presentava a partecipare a un grande momento storico. Di grande importanza è anche il DES, "Dizionario Etimologico Sardo", compilato da Max Leopold Wagner in lunghi anni di ricerca sul campo di in Sardegna. Dal Novecento fino ai nostri giorni, sono stati pubblicati diversi repertori, dizionari, vocabolari, trattati lessicografici che hanno contribuito alla conoscenza della lingua sarda e delle sue varianti.
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