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Il cinema deleddiano

Grazia Deledda
Grazia Deledda
L'immagine della Sardegna fatta di faide, bardane, banditi, esotismo e folklore ha origini lontane e complesse analizzate, fra l'altro, in opere dedicate al rapporto tra Grazia Deledda e il cinema come "Scenari sardi: Grazia Deledda tra cinema e televisione", curato dal critico cinematografico Gianni Olla e la trasmissione di Rai Sardegna "Grazia quasi Cosima" (1987), realizzata da Maria Piera Mossa con la collaborazione di Jacopo Onnis.

Grazia Deledda è stata per il cinema di ambiente sardo una fonte d'ispirazione continua. I richiami sono molti anche quando i film non sono direttamente ispirati ai suoi romanzi. Le ultime opere deleddiane, "Il segreto dell'uomo solitario" e "... Con amore Fabia", escono ripettivamente nel 1989 e 1993. Tuttavia l'interesse della scrittrice nuorese per l'arte cinematografica è modesto. Non partecipa neppure alla stesura della sceneggiatura di "Cenere", il famoso film tratto dal suo romanzo e interpretato da Eleonora Duse, che lo tradusse in sceneggiatura assieme al regista Febo Mari.
L'unico documento ad oggi ritrovato, scritto dalla Deledda direttamente per il cinema, è un soggetto del 1916, scoperto alcuni anni fa dal professor Ferdinando Cordova, docente di storia contemporanea all'Università di Roma, nell'epistolario della giornalista Olga Ossani, intellettuale di primo piano dell'epoca, amica di Grazia Deledda e Eleonora Duse. Il soggetto appare in anteprima sul quotidiano "L'Unità" il primo febbraio 1994.

"Lo scenario sardo per il cinema", così Olga Ossani titola il dattiloscritto inviatole dalla Deledda. Curatissimo da un punto di vista della descrizione del paesaggio e dei personaggi, il soggetto descrive l'amore di Maria e Giovanni, segretamente innamorati e costretti a inscenare un rapimento per coronare la loro storia d'amore: un melodramma, insolitamente a lieto fine.
"Scenario sardo per il cinema" di Grazia Deledda è stato pubblicato a cura del prof. Cordova nel testo "Caro Olgogigi": lettere ad Olga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all'Italia fascista, 1881-1933", a cura di Ferdinando Cordova, F. Angeli, 1999 e, l'anno successivo, nel volume "Scenari sardi: Grazia Deledda tra cinema e televisione", a cura di Gianni Olla, con saggi di Gianni Olla, Giovanna Cerina, Ferdinando Cordova, Alessandra Piras, Aipsa, 2000.

Soggetto deleddiano per il cinema
Patrimonio culturale della Sardegna