Ghilarza, chiesa di San Pietro di Zuri

Il Romanico tardo

Nel 1258 i Pisani insediatisi nel colle cagliaritano di Castello devastano la capitale giudicale di Santa Igia (sulle rive dell'odierna laguna di Santa Gilla) e pongono fine al giudicato di Cagliari. L'anno successivo la morte di Adelasia senza eredi pone fine al giudicato di Torres. Quello di Gallura era già caduto sotto il controllo pisano, per cui resta autonomo solo il giudicato di Arborea. Gli altri sono divisi fra i vari signori genovesi e soprattutto pisani. Ha inizio la fase tarda del Romanico sardo, in un periodo (la seconda metà del XIII secolo) in cui l'architettura italiana ed europea si orientava verso il nuovo linguaggio gotico.

A Bonarcado fra il 1242 e il 1268 ha luogo l'ampliamento dell'abbazia di Santa Maria, a opera delle stesse maestranze che poi lavoreranno nel San Pantaleo di Dolianova, fra il 1261 e il 1289. Nel 1291 l'architetto Anselmo da Como progetta la chiesa di San Pietro di Zuri, ultimo edificio significativo dell'architettura romanica sarda, nella quale si introducono forme gotiche. Più che per le novità edilizie, queste e altre chiese minori interessano per la decorazione scultorea particolarmente accurata. A Bonarcado si segnalano peducci dalla forma allungata e caratteristicamente elaborata, a Dolianova capitelli con scene neotestamentarie o apocalittiche, a Zuri un vero e proprio ciclo, che comprende la raffigurazione di un gruppo di pellegrini in cammino, emblematica di una grande costante del sentimento devozionale nel Medioevo europeo.