Santu Lussurgiu, canto a cuncordu

Santu Lussurgiu, cantare a più voci

A Santu Lussurgiu (paese di circa 2500 abitanti sul Montiferru in provincia di Oristano) la pratica del canto a cuncordu è particolarmente sviluppata, sia all'interno sia all'esterno dell'istituzione confraternale, e raggiunge punte di estrema raffinatezza musicale.
L'esecuzione è sempre a quattro parti, ciascuna eseguita da un solo cantore. Le parti, dall'acuto al grave, sono dette: "cuntraltu, oghe, contra e bassu". In qualsiasi circostanza la seguente disposizione viene rigorosamente rispettata:
- 'oghe
- contra cuntraltu
- bassu

Nel complesso il repertorio lussurgese si può suddividere in tre ambiti principali:
- brani paraliturgici destinati all'esecuzione all'interno dei rituali della Settimana Santa. Si tratta del Miserere (Salmo 50, ovviamente con testo in latino) e de "sa Novena" (ossia "Pesadas de nova de sette dolores", strofe dalla Novena dell'addolorata), una sorta di volgarizzazione in sardo delle immagini dello Stabat Mater. L'esecuzione contestuale di questi due brani è sempre particolarmente curata e viene affidata ad un gruppo ("cuncordu") scelto dal priore della confraternita de Su Rosariu, il sodalizio che cura lo svolgimento dell'intero rituale;
- parti dell'Ordinarium Missae (Kyrie, Gloria, Credo, Santus e Agnus Dei) che vengono cantate durante le celebrazioni solenni dell'anno liturgico, nonché, a richiesta, nelle celebrazioni nuziali e in occasione di altre messe particolari. L'esecuzione può essere realizzata sia da cantori confratelli sia da altri cantori del paese organizzati in gruppi stabili;
- canti con testo in sardo d'argomento profano ("s'istudiantina, s'archettuzzedda, sa pastorina, s'ottava trista") che non hanno uno specifico contesto d'uso e che sono eseguiti nei momenti conviviali all'interno della confraternita e in tutte le altre occasioni d'incontro della vita comunitaria del paese, festive e quotidiane, e/o nell'ambito di alcune attività specifiche come la caccia grossa al cinghiale. Oltre che dai cantori confratelli, i canti profani (ed in particolare le "istudiantine") sono conosciuti e praticati da qualche centinaio di uomini del paese, di tutte le età e condizioni sociali.
Oltre ad essi, il repertorio comprende altri canti di tipo devozionale (come "sos gosos" e "su ninniu") previsti per altre occasioni religiose più o meno specifiche.
I brani destinati all'esecuzione nei rituali paraliturgici sono sempre intonati da "su bassu". Tutti gli altri, religiosi e non, vengono iniziati da "sa oghe".
Attualmente in paese operano attivamente quattro confraternite laicali, tre delle quali (Su Rosariu, Santa Rughe e S'Addolorata) hanno un proprio cuncordu e una ricchissima attività di canto al proprio interno.
Due sono le occasioni principali per ascoltare contestualmente il repertorio lussurgese. Da un lato "Sa chida santa" (la Settimana Santa) che prevede dei complessi eventi rituali sonorizzati dal canto a cuncurdu al martedì santo (rito de "Su Nazzarenu", affidato alla confraternita de Santa Rughe e al relativo "cuncordu"), al giovedì e soprattutto al venerdì santo (rispettivamente, "s'incravamentu" e "s'iscravamentu", che si svolgono fra la chiesa parrocchiale e quella di Santa Maria, sede della confraternita del Rosariu, e per le vie del paese). Questi ultimi due eventi rituali rappresentano il culmine dell'intero ciclo festivo lussurgese, richiamando l'attenzione di tutta la collettività (compresi molti emigrati che rientrano per l'occasione). Da circa trent'anni la relativa esecuzione musicale viene affidata ad un "cuncordu" formato dagli stessi quattro cantori (Giovanni Ardu " bassu", Mario Corona "contra", Roberto Iriu "cuntraltu" e Antonio Migheli "oghe").
Dall'altro lato v'è il periodo di Carnevale, e soprattutto gli ultimi tre giorni, quando al termine de "sa carela e nanti" (una sfrenata corsa di pariglie di cavalli per le vie del paese ripetuta per tre pomeriggi di seguito), vengono aperte le cantine private intorno al percorso della corsa e la gente ne fa il giro per bere e per cantare "istudiantine" e brani del repertorio profano. Numerosi quartetti vengono a costituirsi, espressione di diverse "cricche" (gruppi di amici), e questi ininterrottamente, alternandosi o mescolandosi fra di loro, vanno avanti nel canto fino a notte inoltrata.


"Miserere" (frammento). Esecuzione Su Cuncordu e Su Rosariu di Santu Lussurgiu. Registrazione di Valter Colle e Renato Morelli edita nel CD: Sardegna. Confraternita delle voci: Santu Lussurgiu, Udine, Nota, 1995, cd 2.18.