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Le lingue romanze

Si definiscono romanze le lingue che sono derivate dalle diverse forme - essenzialmente parlate - assunte dal latino volgare entro i confini dell'impero romano. Le lingue romanze sono un sottogruppo delle lingue indoeuropee, nel seno delle quali si svilupparono il latino stesso e gran parte delle lingue dell'Europa occidentale, Italia compresa.
Tali varietà linguistiche furono definite come volgare, ossia popolare nel senso etimologico del termine (da vulgus, "popolo" in latino). I territori nei quali tali lingue si sono sviluppate corrispondono al versante nord-occidentale dell'impero romano, con l'aggiunta della regione all'incirca corrispondente all'antica provincia imperiale della Dacia e di altre isole linguistiche neolatine minori diffuse nei Balcani. Dal punto di vista linguistico l'insieme di queste regioni si definisce anche Romània, riferendosi alla lingua parlata dai Romani per distinguerle dalle lingue (di ceppo germanico) parlate dai popoli che, invadendolo, contribuirono in parte alla crisi dell'impero romano occidentale nel V secolo. Le principali lingue romanze attuali sono il portoghese (con le sue varianti, tra le quali è di gran lunga prevalente il brasiliano quanto a locutori), il castigliano (spagnolo, con tutte le sue forme diffuse in America latina), il catalano, il francese (affiancato dalla sua variante franco-provenzale), l'occitano, il romancio, il ladino, il friulano, il sardo, l'italiano, il rumeno.
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