Le origini degli studi linguistici sul sardo

La storia della linguistica sarda è molto antica, anche se non da subito venne utilizzato un metodo scientifico adeguato. Tra i precursori si può annoverare Sigismondo Arquer che nel 1550 diede nella sua opera principale "Sardiniae brevis historia e descriptio" una breve descrizione della situazione linguistica dell'isola e la traduzione del Padre Nostro.
In seguito si segnalano gli studi di Girolamo Araolla (1582), Matteo Madao (1723-1800), Vincenzo Porru (1832-1866), Giovanni Spano (1852), Vittorio Angius che molto contribuirono alla conoscenza della lingua ma erano ancora ben lontani dai canoni di ricerca e conoscenza moderni. Da recenti studi di Eduardo Blasco Ferrer risulta che la prima comparazione del sardo col metodo della filologia moderna sia stata effettuata in Germania nel 1866 dallo studioso Friedrich Diez. Successivamente si occuparono del sardo Gustav Hofmann, Wilhelm Meyer-Lubke, Pier Enea Guarnerio e Ernst Gamillscheg. L'approccio dal punto di visto dialettologico della conoscenza del sardo fu inaugurato da Hugo Schuchardt e Graziadio Isaia Ascoli. Quest'ultimo studioso mutua dallo Spano e dall'Angius la tripartizione classificatoria classica che distingue i dialetti sassaresi-galluresi dal sardo meridionale e da quello centrale. Si occuparono della lingua sarda anche Giovanni Campus e Gino Bottiglioni. Il primo scrisse una "Fonetica del dialetto logudorese" nel 1901, il secondo scrisse opere di grande rilievo nel quadro di una glottologia romanza più avanzata. Con Wagner, la linguistica sarda compie un salto notevole di qualità.


Babu nostru
"Babu nostru sughale ses in chelus, santu siada su nomine tuo. Bengiad su rennu tuo, faciadsi sa voluntade tua comenti in chelo et in sa terra: Su pane nostru dogniedie dona a nosalteros hoae, et lassa a nosateros i debitus nostrus, comente e nosateros lassaos a is debitores nostrus, e no nos portis in sa tentatione, impero libera nos de su male, poiteu tuo est su rennu, sa gloria e su imperiu, in sos seculos de sos seculos, amen."

(da Sigismondo Arquer, Sardiniae brevis historia et descriptio, testo e traduzione a cura di Ernesto Concas, in La Regione, rivista mensile di cultura, n. 1, a. 1, agosto 1922, pp. 55-77 (il Padre Nostro è a p. 72).