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Lingue minoritarie italiane

In Italia la Costituzione Repubblicana del 1948 si occupa in maniera definita delle minoranze linguistiche. L'articolo 6 recita: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche".
La tutela legislativa fu indirizzata inizialmente verso il tedesco in Alto Adige (o Sud Tirolo) e verso il francese nella Valle d'Aosta. Altre lingue di minoranza di stati confinanti (come lo sloveno e l'albanese), o di cosiddette minoranze interne, sono state riconosciute ufficialmente dallo Stato italiano quali "lingue di minoranza storica". Con la legge 15 dicembre 1999, n. 482, Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche, approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica il 25 novembre 1999 e pubblicata sulla gazzetta ufficiale del 20.12.1999, si prende definitivamente atto della loro esistenza. L'articolo 3 della legge recita: "In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo".

(I dati e le notizie sulle lingue minoritarie italiane sono tratti dal sito Web del Centro Internazionale sul Plurilinguismo (CIP) dell'Università degli Studi di Udine e in particolare dalle schede sulle singole minoranze redatte in collaborazione con Fiorenzo Toso)
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