Maestro di Sanluri, Retablo di Sant'Eligio (particolare), XVI secolo

Catalano giuridico e letterario

Con la conquista dell'isola da parte della Corona d'Aragona la Sardegna entra a far parte della compagine di regioni mediterranee nella quale il catalano è la lingua egemone.
I nuovi conquistatori si preoccupano di diffondere il loro idioma a livello giuridico, introducendolo nella comunicazione istituzionale e, in particolare, nella veste di lingua veicolare del Parlamento del nuovo Regno di Sardegna unificato.

Numerosi artisti, uomini di cultura, poeti e scrittori giungono in Sardegna dai paesi catalani al seguito dell'esercito conquistatore e diventano lo strumento di una produzione letteraria in lingua catalana che certo dovette avere una circolazione notevole.
Le città di Alghero e Cagliari, sottoposte a una sorta di "pulizia etnica" e ripopolate interamente da catalani, sono i due centri motori del dominio della lingua iberica in questo periodo.

Tra le opere sulle quali gli studiosi hanno puntato l'attenzione, vanno certamente ricordate le "Cobles de la conquista des Francesos" (1400 circa) che raccontano, dal punto di vista dei vincitori, dell'attacco fallito del legittimo giudice di Arborea, il visconte di Narbona, alla città catalana. Un canto di argomento politico, sopravvissuto grazie soprattutto al fatto che veniva dalla parte dei vincenti. Così non è stato per alcune "Laudi in onore del giudice di Arborea Ugone III", scritte in sardo, di cui si ha notizia, ma che non si sono salvate.

MONOGRAFIE
La conquista della Sardegna nelle cronache catalane