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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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I viaggiatori dell'Ottocento

Giovanni Battista Quadrone, Vecchia berlina, 1888
Giovanni Battista Quadrone, Vecchia berlina, 1888
La storia della Sardegna arriva alle porte dell'Ottocento portandosi dietro un vasto patrimonio culturale. Dopo il passaggio ai Savoia nel 1718, il nuovo governo non si orientò subito all'interno di una realtà estremamente diversa dalle terre continentali, e ciò acuì la frattura tra la cultura di tradizione spagnola, ormai secolare, che sopravvisse nelle comunicazioni usuali e negli atti ufficiali, e quella piemontese, inizialmente ostile e difficile da accettare.
In questa delicata e non breve fase di transizione (segnata anche dall'introduzione forzata della lingua italiana) e tra numerose difficoltà, nella prima parte del secolo si ebbe però un forte risveglio culturale isolano, iniziato con l'uscita, intorno agli anni venti, della ''Storia di Sardegna'' di Giuseppe Manno. Si tratta nel contempo di una rinascita interna - culturale e politica insieme - e di una valorizzazione esterna.

La causa di questa rinnovata attenzione è infatti sia la scoperta dell'isola sia da parte degli stessi sardi, finalmente mossi dall'esigenza di riappropriarsi il proprio passato, la storia della loro terra, magari inventandola quando non sembrava abbastanza suggestiva; sia da parte dei viaggiatori, letterati e scrittori stranieri che vi vedevano la terra romanticamente misteriosa e accattivante da percorrere e da studiare. L'immagine che viene restituita dai loro scritti è quella di un'isola lontana nello spazio e nel tempo, quasi il legame intermedio tra la mitologia e la civiltà. Ne nasce il mito romantico dell'isola dimenticata, di un mondo arcaico che si muove con secoli di ritardo rispetto a un colto Ottocento europeo, mantenendo intatti i valori del passato.

Fra i diversi viaggiatori, Joseph Fuos è il primo a dare origine, con la sua opera ''Nachrichten aus Sardinien'' (pubblicata in tedesco nel 1780), al mito dell'isola di Sardegna, seguito poi dal più famoso Alberto della Marmora (''Voyage en Sardaigne'', del 1826), dal francese Valery (''Voyage en Corse, à l'Ile d'Elbe et in Sardaigne'', del 1835) dall'inglese John Warre Tyndale ("The Island of Sardinia'', del 1849), da Antonio Bresciani (''Dei costumi dell'isola di Sardegna", del 1850).

MONOGRAFIE
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Patrimonio culturale della Sardegna