Scritti giuridici e prime prove letterarie

In mancanza di una letteratura colta in lingua sarda le opere che circolavano nel periodo giudicale nell'isola dovevano essere quelle in latino, o toscano, o catalano. La Sardegna conobbe nel Medioevo una sua storia particolare, ricca di caratteri originali. Dopo la dominazione vandalica e la riconquista di Giustiniano, a seguito della quale ritornò all'impero romano con capitale Costantinopoli, nei secoli dell'Altomedioevo non venne conquistata dagli Arabi ma, in conseguenza dell'islamizzazione della Sicilia, rimase sostanzialmente abbandonata a se stessa. Sul piano politico nacquero, tra X e XI secolo, quattro stati, veri e propri regni, anche denominati giudicati: Cagliari, Arborea, Torres o Logudoro e Gallura. La lingua sarda affiancò il latino nella redazione degli atti giuridico-amministrativi. Dopo il sopravvento delle repubbliche marinare di Pisa e Genova, l'invasione aragonese pose fine alle aspirazioni autonomistiche. Lo sviluppo "alto" di una lingua letteraria sarda fu negato e le classi dirigenti locali adottarono il catalano e il castigliano quali lingue letterarie. Si segnala anche qualche esperienza in lingua toscana che, comunque, nel periodo catalano e spagnolo andò affievolendosi anche se non sparì del tutto.