Le fabbriche architettoniche di età sabauda

Alcune importanti fabbriche cittadine, di lungo corso, contrassegnano il momento di passaggio della Sardegna dai reali di Spagna ai sovrani sabaudi.
Nel 1714 si completano, con il portico di facciata decorato da scultori lombardi e genovesi, gli interventi edilizi tardobarocchi nella cattedrale di San Nicola a Sassari, di fondazione romanica, ristrutturata in età aragonese, da sempre il fulcro monumentale del centro storico cittadino. Tra il 1674 e il 1712 viene costruito il complesso gesuitico di San Michele a Cagliari, con imponente facciata tardobarocca relativa in realtà al portico che si affianca alla chiesa sviluppata secondo direttrici centriche, sostenute dall'apparato decorativo anche qui di tipologia iberica. Sulla linea della locale tradizione tardomanierista, inaugurata dalla cattedrale cagliaritana e aggiornata solo superficialmente dagli arredi barocchi, si elabora la cattedrale di San Pietro ad Ales, edificata tra il 1686 e il 1725 sotto la direzione di Domenico Spotorno.
Tra il XVIII e il XIX secolo il centro storico di Oristano viene a configurarsi nelle emergenze monumentali oggi più significative e connotanti il suo tessuto urbano. La cattedrale di Santa Maria assunta, fino a quel momento configurata ad aula romanica (primi decenni del XII secolo) con transetto gotico-italiano (metà del XIV secolo), va incontro entro il 1745 a un'integrale ricostruzione, secondo una planimetria ancora una volta tardomanierista ma aggiornata, nell'alzato, a modi che nei successivi momenti di fabbrica siglano l'ulteriore, graduale transizione dal barocco al neoclassico, destinato ad affermarsi dagli inizi del XIX secolo.