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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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I commerci con i Micenei

La civiltà nuragica è stata a lungo dipinta come una civiltà chiusa in se stessa, refrattaria ad ogni tipo di contatto culturale con il mondo esterno.

Le evidenze archeologiche hanno, ormai da tempo, dimostrato che le cose stavano in realtà diversamente. La civiltà nuragica infatti non doveva essere affatto isolata e chiusa, ma pienamente inserita nelle dinamiche di scambi commerciali e, più in generale, culturali che caratterizzavano la vita nel Mediterraneo in quel periodo.

Una delle civiltà con cui i sardi nuragici avevano sicuramente instaurato un rapporto di sistematici e intensi scambi commerciali e culturali fu quella dei Micenei, interessati al traffico di metalli.

A testimonianza di tali rapporti sono stati rinvenuti in Sardegna diversi e significativi reperti ceramici. Molto noti i frammenti di ceramica micenea rinvenuti nel nuraghe Antigori significativamente ubicato sulla costa meridionale della Sardegna, presso Sarroch, ma anche il cosiddetto ''alabastron'' rinvenuto al nuraghe Arrubiu di Orroli.

Altrettanto importante e interessante appare la testina in avorio proveniente da Mitza Purdia (Decimoputzu) raffigurante un personaggio che porta un elmo del tutto analogo a quelli descritti nelle opere omeriche come tipici dei guerrieri achei.
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