Carbonia, Monte Sirai

La nascita delle città

Dopo una prima fase insediativa contrassegnata dalla sola realizzazione di semplici empori commerciali, la presenza fenicia assume i connotati di una vera e propria urbanizzazione.
Vengono cioè fondate, spesso proprio nei siti interessati dalla presenza di empori, le prime città, ubicate, nel caso dei centri urbani costieri, su isole o promontori che garantivano, su una linea costiera o sull'altra, l'approdo protetto da qualunque condizione di vento avverso.
Tra il IX e il VII sec. a.C. vengono fondati le città e gli abitati costieri di Sulky (Sant'Antioco), Karaly (Cagliari), Nora (Pula), Bithia (Domus de Maria), Inosim (Carloforte), Cuccureddus (Villasimius), Tharros (Cabras), Othoca (Santa Giusta), e i centri interni di Monte Sirai (Carbonia) e Pani Loriga (Santadi).

Si tratta di un fenomeno nuovo per la Sardegna, che in età nuragica aveva conosciuto il solo modulo abitativo del villaggio (ubicati sia in prossimità di nuraghi, sia in posizione isolata).
La pacificità dei rapporti tra genti sarde indigene e genti semitiche offre un'implicita testimonianza del carattere della presenza fenicia in Sardegna. Infatti, pur giungendo ad un sempre più intenso controllo di vaste aree territoriali, essa non giunse mai ad assumere i connotati di una vera e propria dominazione, semmai dell'integrazione fra due popoli diversi.
L'organizzazione dello spazio nella città fenicia doveva prevedere una cinta muraria, un porto-mercato (per i centri costieri), vari isolati, un'area sacra ubicata in luogo alto nel cuore dell'abitato e, all'esterno della cinta muraria, la necropoli e il tofet.