Una civiltà architettonica di alto livello

La nostra percezione dell'entità culturale che oggi chiamiamo "civiltà nuragica" risulta fortemente condizionata dalle elaborazioni architettoniche che tale civiltà è stata capace di produrre: i templi a pozzo, le tombe dei giganti, i templi a "megaron" e, soprattutto, i nuraghi.

Questi monumenti sono infatti così numerosi ed architettonicamente presenti nel paesaggio sardo da aver convinto gli studiosi dell'opportunità di usarne il nome per definire l'intera civiltà che li produsse.

Il dato indiscutibile è che il sistema culturale che denominiamo "civiltà nuragica" sentì la necessità (per ragioni non ancora del tutto chiarite) di impegnarsi nell'imponente sforzo di erigere un notevole numero di monumenti raffinati e complessi, giungendo a realizzare un'impresa di natura architettonica priva di precedenti nella storia dell'isola.

Questo enorme sforzo costruttivo fu un modo peculiare per rispondere alle nuove esigenze determinate dallo sviluppo sociale, politico, economico, religioso, insomma in una parola "culturale" raggiunto in Sardegna in quest'epoca, e fu preceduto da una serie di esperimenti, fra i quali rientrano i protonuraghi, comunque costruiti anche in età nuragica.