Bonorva, Necropoli di Sant Andrea Priu, focolare rituale

I più antichi edifici

Col termine "edificio" si fa genericamente riferimento a costruzioni in muratura realizzate per svolgere varie funzioni: abitativa, templare, funeraria.

Limitando qui il nostro discorso ai soli edifici destinati a funzione abitativa e templare, è evidente che non è possibile classificare come "edifici" spazi o strutture come le grotte, i ripari sotto roccia e le capanne di legno e frasche, che nelle fasi più antiche del periodo prenuragico dovevano essere usuali.

È dalle "domus de janas", le tombe scavate nella roccia inquadrabili cronologicamente nel Neolitico recente e, più nello specifico, relative alla cultura di "Ozieri" o di "San Michele" che ci giungono le prime testimonianze archeologiche indirette della realizzazione i edifici in senso proprio.

Le strutture tombali più complesse, come nei casi attestati a Sant'Andrea Priu (Bonorva) e Santu Pedru (Alghero), riproducono molto fedelmente la forma degli edifici insediativi, che dovevano presentare una base in muratura e un elevato realizzato in legno e frasche.

La possibilità di rilevare tracce dirette della realizzazione di veri e propri "edifici" si intensifica significativamente nei siti archeologici cronologicamente inquadrabili nell'Età del rame (o Eneolitico o Calcolitico).

In questa fase vengono realizzate differenti tipologie strutturali: capanne in muratura strutturalmente più complesse, come a Sa Corona di Villagreca, imponenti muraglioni megalitici, come quelli di Monte Ossoni presso Castelsardo e di Monte Baranta presso Olmedo, e l'ancor più grandioso altare di Monte d'Accoddi (Sassari).