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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Lucia Balzano

Erme Lunari Erme Lunari
Biografia
Nata ad Olbia dove vive e lavora, si dedica alla scultura dalla metà degli anni ’80 quando si esprime con linguaggi classici sotto l’influenza della Cultura Sarda.
In seguito le sue ricerche si evolvono verso altre e più moderne realtà convinta che l’arte sia soprattutto ricerca, evoluzione e libertà.
Negli anni 90 ha insegnato Scultura nei Centri Sociali di alcuni comuni della Sardegna.
Nascono allora le “Gabbie”, al cui interno “lottano” per liberarsi terrecotte con volti di donne, soli al tramonto, onde marine, costretti e compressi dai ferri delle gabbie del tempo e delle convenzioni, “anime” immortali ma condizionate e ingabbiate in corpi destinati al disfacimento.
Intreccia “Maglie” in terracotta come quelle che proteggevano in battaglia i cavalieri medievali: sono metafore delle lotte per la conquista degli spazi di vita e di dignità che soprattutto le donne sono costrette a sostenere. A volte infatti le “maglie” sono integre, a volte strappate, a volte lacere, a volte giacciono abbandonate, in un alternarsi di violenze, vittorie, sconfitte, rassegnazione e disperazione.
Tesse con filo di ferro delle ragnatele, con dei chiodi crea dei grandi stormi di uccelli che, quasi “cantano” al contatto delle mani mentre migrano verso mete sconosciute.
Oltre la scultura Lucia Balzano esplora altre forme di espressione artistica come la pittura dove dipinge con acrilici e ama il monocromatismo.
Ha realizzato inoltre una serie di “scatole polisensoriali” in legno come:”The sea box” e “La stanza del vento“, al cui interno si percepiscono il fruscio del vento, l’aria e i profumi della vegetazione mediterranea; oppure “The sex box” e “Black Box” dove, attraverso un gioco di specchi e di sonorità, si “rappresentano” le violenze subite e i momenti più intimi delle donne.
Si tratta di forme di sinestesia tra tecniche, strumenti e forme di espressioni artistiche diverse, coniugate in un’unica performance e in un unico “media”.
Filma grandi contesti urbani dove la quotidianità è segnata dal caos, dall’incrociarsi di volti indifferenti l’un l’altro, dalla frenesia di giungere a mete sconosciute, la cui sintesi filmica appare sfumata da impercettibili spirali di nebbia, dove la folla sembra fluttuare in uno spazio senza tempo, indefinito, come ricordo sopito nell’inconscio di un sogno che lascia un senso di amara solitudine, che è la condizione dell’uomo moderno.
Sono nati così “Roads Perspectives”, “Cable Car Perspective” e “Yellow Perspective”, dalla prospettiva di una realtà urbana vista da un taxi newyorkese, soltanto e assolutamente giallo.
Ma il tema predominante dell’arte di Lucia Balzano è sempre la rappresentazione della condizione delle donne nel mondo d’oggi: attraverso le sue sculture tenta di scuotere le coscienze, di denunciare l’ignavia e l’indifferenza verso i soprusi, le violenze e le ingiustizie che le donne subiscono e alle quali dà voce, coraggio, solidarietà, aiuto.
Ed ecco allora una galleria di “Teste” di donne che urlano di rabbia e di impotenza, che invocano aiuto, o che sono ridotte al silenzio con bocche richiuse da cerniere, donne “stracciate” come “cose” alla mercé di uomini incapaci di amore.
Ma sono anche “donne-farfalle” che con ali di ferro tentano di volare lontano dai loro aguzzini, oppure “guerriere” munite di artigli che lottano per la loro sicurezza e i loro ideali.
Perché tutta questa ingiustizia verso le donne, sembra chiedersi Lucia Balzano?
Eppure la donna è bellezza, è madre che dà vita, è amore che placa “la brama che la vita ha di se stessa” come dice il poeta libanese Kahlil Gibran, è sole che feconda, è casa, è acqua.
Ma la donna, conclude Lucia Balzano “è luna che osserva silenziosa nella sua bianca luce, lo svolgersi dei destini degli esseri umani”.

Mostre personali
1988 - Olbia, Galleria Mida, “Maschere e terracotte”, mostra personale.
1989 - Olbia, Galleria Mida, “Terrecotte e forme”
1992 - Porto Rotondo, Scuole pubbliche, “La Forma”
1993 - Porto Cervo, Bar degli Artisti, “Alla Ricerca della forma”
1996 - Buddusò, Palazzo comunale. “Alla ricerca dei territori profondi dell’io”
1997 - Banari, Banari Arte, “Donne stracciate” scultura sistemata nella “Strada dell’Arte”
1998 - Porto Cervo, piazzetta degli Archi, “Corazze e gabbie”
1998 - Olbia municipio e piazza della Biblioteca, esposizione permanente di due sculture: “Il ragazzo con il gabbiano” e “Il Potere”
1999 - Porto Rotondo, Country Club, Porto Rotondo, “Tra le sculture di Lucia Balzano”
2000 - Sassari, Sale dello Sciuti, Palazzo della Provincia, “La presenza dell’assenza”
2005 - Olbia, Chiesa le “La Salette”, sistemazione del “Grande Ostensorio”
2008 - Olbia, Museo Archeologico, “Donne” proiezione esterna
2010 - Porto Cervo, Galleria B-Art, “Io nelle mie sculture”
2010 - Porto Cervo, Galleria Stamberg, “Intro,Ispezione,Inconscio”
2011 - Art-Port Corner, aereoporto Costa Smeralda, “Metamorfosi di donne”
2013 - Berchidda, Ex Cafè, “Erme lunari”

Mostre collettive
1995 – Ozieri, Convento di S.Francesco, “Donne stracciate”
1997 – Nulvi, “Arte in città”
2003 – S.Pantaleo , “Le vittime dell’incendio”
2004 – Banari, Museo Meilogu. “L’erotismo nell’arte”
2005 – Porto Cervo, Hotel Balocco, “Samshara”
2007 – Tempio, “Due pezzi in vetrina”
2009 – Olbia, Antichi magazzini del Molo Brin, “Il salotto degli Artisti”
2010 – Olbia, Palazzo Expò, “Il mare, sogno e poesia”
2011 –Olbia, Hotel Hilton, “ Otto marzo”
2012 – Olbia, Sala Museale Aereoporto Costa Smeralda, “Risorgimento” Artists traces for a new Italy
2013 – Venezia – Palazzo Priuli-Bon –“ Volti e figure”
2014 – Banari – Fondazione Logudoro, “Fiera d’arte del piccolo formato”
2014 - BANARI (SS) - Fiera d’arte del Piccolo Formato – Museo D’Arte Contemporanea FLM
2015 - Bologna, Palazzo Fantuzzi - Arte a palazzo – Galleria Farini – A cura di Azzurra Immediato
3/13 Dicembre 2015 - Basilica Papale di S.Paolo - ROMA - Artisti per il Giubileo - all’insegna dell’Estetica Paradisiaca – A cura di Maria Luciani – Soc.Start
Marzo 2016 - Roma Piazza del Popolo - EGOS XI Sale del Bramante
2016 - Arte a Palazzo – Galleria Farini – Bologna - curatrice Grazia Galdenzi
18 Marzo/ 7 Aprile 2016 – Roma - L’Italia degli Artisti – Dalla 56° Biennale di Venezia al Giubileo della Misericordia: Talenti e Maestri a confronto. Museo Venanzo Crocetti - Consegna della targa alla Camera dei Deputati con Daniele Radini Tedeschi A cura di Stefania Pieralice
Ottobre 2016 - Villa Niscemi residenza del Sindaco – Palermo - Eclissi Lunari – a cura di Lucio Fallani –
25 Marzo/ 22 Aprile 2017 - Complesso del Vittoriano – Palazzo Velli – Museo Venanzo Crocetti – Roma - Esposizione Triennale di Arti Visive -Direttore artistico e curatore Gianni Dunil
Maggio 2017 - Oratorio di S.Ambrogio – Milano – – Galleria Elena Jelmoni - Piacenza –
Artem
2017 - Inserimento dell’artista nel Catalogo d’Arte Moderna Mondadori 53

Testo critico
Erme lunari è il titolo della mostra personale che Lucia Balzano allestisce nello spazio di un ex Caffè, che si affaccia su una piccola piazza nel cuore storico di Berchidda.
L’artista è già nota al pubblico, sue opere recenti sono in esposizione a Venezia a Palazzo Priuli-Bon, in una mostra collettiva che la vede al centro di un discorso sulle donne, sulla loro creatività, sulle sofferenze che patiscono nel cammino verso l’emancipazione, più che mai esposte alla violenza di un mondo maschile che si rifiuta di riconoscere le loro specificità.
La madre di origine napoletana, bellissima e determinata e il padre, originario di Ponza, amante della musica - suonava il violino - hanno trasmesso a Lucia l’amore per l’arte e la sensibilità verso coloro che soffrono i soprusi dell’uomo senza “pietas”.
In un ambiente familiare così ricco di fermenti creativi, l’artista ha dato corpo ai suoi “fantasmi plastici” in opere giovanili realizzate in terracotta che esaltavano, allora come ora, il ruolo della donna nella società.
Le creature che nascono dalle sue mani sono sempre quelle, ma realizzate ora con un linguaggio più ricco di simbologie e di esperienza acquisita nell’esercizio della modellazione.
Il suo mondo femminile, di una drammaticità altamente espressiva, è popolato da donne che cambiano pelle, o si presentano con il volto celato dal burka, o deturpato dall’acido, oppure con la bocca chiusa da cerniere, perché non possano urlare il loro dolore, ingabbiate e recluse da una società che le rifiuta perché possono diventare simboli di emancipazione e di libertà, di una libertà che può essere eversiva.
Queste creature che portano impressi, nei volti o nel corpo, i segni della violenza subita prendono vita dalle mani operose di Lucia Balzano.
L’artista mette volutamente in evidenza il volto e lo sguardo colto in una fissità senza tempo, in forme che sembrano emergere da un lontano passato. Tutte uguali nei tratti somatici attestano un presente fatto di dolore e di barbarie.
Disposte in circolo con il viso rivolto verso l’esterno, collocate su piedistalli, queste enigmatiche erme, sembrano personaggi di arcaiche tragedie, che manifestano nei volti le tracce di una violenza corrosiva, di un drammatico destino da cui l’artista vorrebbe proteggerle. Le accarezza con dolcezza, diventate per lei materia vivente di una società che le oltraggia.
Nell’antica Grecia le Erme erano colonne che sostenevano sulla sommità le teste di Ermes, la divinità il cui compito era di guidare le anime, come psicopompo, verso l’aldilà. Hermes era anche il dio che, oltre a favorire gli scambi commerciali, si adoperava a comporre le parti del nostro essere nella ricerca del profondo, di ciò che in superficie non si manifesta.
Nelle sculture della Balzano, la donna si attesta come coscienza che deve essere unita all’uomo che è l’inconscio: è l’Eros legato al Logos.
L’uomo contemporaneo pare aver dimenticato questo equilibrio fondamentale tra le due parti. La coscienza patriarcale dello spirito maschile, quando non è più equilibrata dal mondo matriarcale della psiche, naviga nella confusione. E’ necessaria quindi l’armonia e la tenera attenzione per il mondo femminile che, se isolato, è unilaterale, così come quello maschile. Quando ciò non avviene esplode il caos, che si abbatte sui corpi più fragili della società, le donne e i bambini. Bisogna perciò ricomporre l’unità per dar vita a una società sana.
La donna, generatrice e nutrice, nell’antichità era anche collegata al ciclo vitale delle fasi lunari e la luna esprimeva l’essenza della femminilità .
E alla luna, in questa mostra così ricca di citazioni, Lucia Balzano dedica una stanza sacrale e per celarne il volto misterioso dagli sguardi diretti, pone davanti alla faccia lunare veli leggeri fluttuanti al vento, il vento del destino che l’artista si augura migliore per l’universo femminile e per una società armonica, non più dominata dal caos.
Non meno importante, nell’intrecciarsi di oniriche e significanti simbologie, è il ruolo della musica di sottofondo, fil rouge unificante le parti di tutta l’operazione creativa.
Il gesto liberatorio dal male è affidato alle donne di Berchidda a cui Lucia Balzano si è rivolta perché frantumino, come negli antichi rituali, ciascuna il proprio piatto sulla soglia dell’ex - caffè, diventato spazio espositivo, contenitore singolare di forme plastiche che anelano a testimoniare la loro presenza, unite in cerchio o spezzate in più parti, in terracotta o in frammenti di specchio, su cui ciascuno può riflettersi e riflettere.
Maria Elvira Ciusa

Bibliografia
“Galleria Mida: mostra di Lucia Balzano”, La Nuova Sardegna (1988); “Galleria Mida: collettiva al femminile”, La Nuova Sardegna (1989); “Le sculture di Lucia Balzano”, L’Unione Sarda, Alfonso De Roberto (1991 – Porto Rotondo); “Presepe Artistico di Lucia Balzano”, L’Unione Sarda, Alfonso De Roberto (Dicembre 1992); “Collettiva arte”, Convento di S.Francesco, La Nuova Sardegna (1993); “La Nuova Sardegna” (Giugno 1993); “Presepe dei ragazzi del centro sociale da un’idea di Lucia Balzano”, La Nuova Sardegna (1995 – Arzachena) Rai 3 Servizio di Gianni Derosas; “L’arte di Lucia Balzano”, La Nuova Sardegna, Max Varaldi (Marzo 1996); “ Alla ricerca dei territori profondi dell’io“ personale di Lucia Balzano, Buddusò, La Nuova Sardegna (Settembre 1996); “ Sardegna Magazine News “, Esposizione di Lucia Balzano, Errecì, (Ottobre 1996); “ A Buddusò mostra di Lucia Balzano”, La Nuova Sardegna, Gerolamo Squintu (Settembre 1996); “Due statue in bronzo di Lucia Balzano in città”, La Nuova Sardegna (1997); “Potere e libertà” sole a scacchi per le due statue di Lucia Balzano” , La Nuova Sardegna (Gennaio 1997); “Banari Arte “, La Nuova Sardegna (1997); “Arte a Nulvi “, La Nuova Sardegna (1997); “Scultura di Lucia Balzano in memoria di ...”, La Nuova Sardegna (Maggio 1997); “Le mie sculture fatte di creta e bronzo”, La Nuova Sardegna, Ernesto Massimetti (Febbraio 1998); “Io, l’artista di quelle sculture”, La Nuova Sardegna, Rinuccia Flumene (Luglio 1999); “Una Statua davanti alla biblioteca”, La Nuova Sardegna, Ernesto Massimetti, (Giugno 1999); “Le Corazze: richiami antichi per un’interpretazione nuova della Pop art”, Unione Sarda, Walli Paris, (Dicembre 1999); La Nuova Sardegna, Marco Magnani, (dicembre 1999). “In fuga dalle gabbie di ferro alla libertà”, La Nuova Sardegna cultura, Augusto Ditel (Dicembre 1999); “La presenza dell’assenza allo Sciuti”, Il Quotidiano, Marco Noce (Dicembre 1999); “Le opere di Lucia Balzano”, La Nuova Sardegna cultura, (Dicembre 1999); “Buchi d’assenza nell’argilla allo Sciuti”, La Nuova Sardegna Cultura, Augusto Ditel (Gennaio 2000); “La presenza dell'assenza” - Rai 3 – Cinquestelle Sardegna -Videolina - La Nuova Sardegna (Febbraio 2002); “Banari, l’arte europea nella stanza dell’erotismo”, Unione Sarda (Giugno 2004);
“Troppo sexy, stacchiamo la spina”, La Nuova Sardegna, Sergio Cuccureddu, (Luglio 2004); “Collettiva in memoria delle vittime dell’incendio di San Pantaleo”, La Nuova Sardegna (2004); “Global Expo all’hotel Balocco”, La Nuova Sardegna, Ezia Orecchioni (2005); “Una scultura di Lucia Balzano alle Salette”, La Nuova Sardegna, Stefania Puorro (Giugno 2007); “Due pezzi in vetrina”, Frigolandia di Vincenzo Sparagna (Ottobre 2007);
“Videoarte davanti al museo di Olbia”, La Nuova Sardegna, Costanza Bonacossa (Dicembre 2007); “B & B ora c’è il logo”, La Nuova Sardegna, Luca Roych (Maggio 2008); “Mostra all'Expo”, La Nuova Sardegna, L'Unione Sarda, Rai 3 (giugno 2010) “Metamorfosi di donne” La Nuova Sardegna, L'Unione Sarda Cultura, Art Tribune, Exibart, Luglio 2011 “Risorgimento” - Artisti in mostra per una nuova Italia- Art Tribune, Exibart, L'Unione Sarda Cultura, La Nuova Sardegna (Dicembre 2011/Marzo/2012).
Le sculture di Lucia Balzano all'Art Port del Costa Smeralda (La Nuova Sardegna - luglio 2011); Exibart, Artribune. Le donne di Lucia Balzano all'aereoporto di Olbia Costa Smeralda (L'Unione Sarda - luglio 2011); Exibart, Artribune. Volti di donne sulla libertà negata (L'Unione Sarda - Cultura - luglio 2011). Exibart, Artribune. Una madre invisibile (Z3 Milano con le sculture di Lucia Balzano - febbraio 2013); Lucia Balzano espone a Venezia: Passaggio in Laguna " Volti e Figure " (La Nuova Sardegna Cultura giugno 2013); Exibart , Artribune. Donne in gabbia, la violenza narrata da Lucia Balzano - Venezia - (L'Unione Sarda - Estate Cultura - luglio 2013);Exibart, Artribune. Lucia Balzano, storie di donne in " Erme Lunari " (L'Unione Sarda - Estate Cultura - Berchidda - Agosto 2013), Exibart. Artribune. " Erme Lunari " Le donne in gabbia di Lucia Balzano in mostra a Berchidda (La Nuova Sardegna - agosto 2013). Catalogo di Erme Lunari curato da Maria Elvira Ciusa – Agosto 2013 – Fiera dell’Arte del piccolo formato – Fondazione Logudoro – Banari – 21/31 Agosto 2014.
Patrimonio culturale della Sardegna