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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Guspini, Complesso museale di Montevecchio, Percorso Sant’Antonio

S.Antonio, Sala Argani S.Antonio, Sala Argani
Informazioni
Indirizzo: Centro Visite e Infopoint C/o ExMensaImpiegati
P.zza Rolandi SNC, Borgo Montevecchio/Gennas- Guspini
info point 070 973173 - 070 7326371
cell. 389 1643692 - 338 4592082
Ente titolare: Comune di Guspini
Gestione: Lugori Scarl - Via Garigliano, 2 - Cagliari
Orari: aperto tutto l'anno tutte le domeniche mattina e negli altri giorni/orari su prenotazione anticipata anche di poche ore e per piccoli gruppi (garantita oltre le 10pax); da aprile a ottobre il personale è in loco quasi tutti i giorni ma il sito è molto vasto: contattarlo al cellulare trovando non presidiato il Centro Visite
Durata della visita: da 0h45' a 3h00', in base al numero dei percorsi di visita scelti, ma anche al numero dei partecipanti e delle domande poste
Biglietto: sono esenti dal pagamento i disabili (non tutti i percorsi abattono le barriere architettoniche) ed i bambini fino a 6 anni; usufruiscono del biglietto ridotto i bambini da 7-12 anni, gli over 65 ed i gruppi di oltre 20 persone; 1 percorso € 5,00 (intero) o € 3,50 (ridotto); 2 percorsi € 9,00 (intero) o € 6,00 (ridotto); 3 percorsi € 12,00 (intero) o € 8,00 (ridotto); 4 percorsi € 14,00 (intero) o € 9,00 (ridotto)
sito web: www.minieramontevecchio.it
e-mail: info@minieramontevecchio.it

Il percorso
Il Percorso Sant’Antonio, nell’area di Levante del complesso di Montevecchio, comprende il pozzo Sant’Antonio ed annessi, gli alloggi degli operai e l’ex-deposito minerali.
La miniera di Sant’Antonio, che faceva parte della prima concessione mineraria rilasciata a Giovanni Antonio Sanna dal re Carlo Alberto nel 1848, conobbe oltre un secolo di fiorente attività, favorita, nella prima metà del Novecento, dalle continue innovazioni tecnologiche. L’esaurimento dei filoni migliori, il calo della qualità del materiale estratto e l’aumento dei costi di produzione, provocarono la crisi generalizzata delle miniere di Montevecchio e, nel 1988, l’interruzione delle attività.
Il pozzo S’Antonio, uno dei più suggestivi del complesso minerario, domina il cantiere con la sua elegante torre merlata, realizzata in stile neogotico secondo la moda in voga in Europa tra fine Ottocento e inizi Novecento. La torre mascherava al suo interno l’impianto industriale di estrazione. Iniziati nel 1853, gli scavi portarono alla realizzazione di sedici livelli di estrazione per una profondità di oltre 500 metri. Il grande argano a bobine, elettrificato nel 1919, rendeva possibile il trasporto all'interno di gabbie elevatrici, di uomini e di minerale dalle gallerie alla superficie.
Accanto al pozzo trovano spazio diversi impianti di supporto al lavoro nel sottosuolo: la vecchia forgia, la lampisteria, la centrale elettrica e la connessa officina, le due sale compressori che un tempo erano in grado di soddisfare le esigenze di numerose fasi di lavorazione, dalle officine meccaniche agli impianti di flottazione. Una linea ferroviaria interna dotata di piccoli vagoncini, trasportava il minerale estratto sino alla Laveria Principe Tomaso.
Di particolare interesse è la visita della struttura che ospitava gli alloggi degli operai. Gli alloggi, di piccole dimensioni e numerati, si affacciano su un lungo e stretto corridoio interno; vi abitavano alcuni degli operai della miniera insieme alle famiglie. Il bagno comune, quasi un lusso per quei tempi, la cucina semplice e con le stoviglie essenziali, e pochi altri ambienti, arredati anch’essi con gli utensili della quotidianità e modesto mobilio, riproducono fedelmente le unità abitative proiettando il visitatore nell'atmosfera originaria della vita dell'epoca.
Merita attenzione anche il Deposito Minerali, adibito un tempo a caserma e abitazioni per gli impiegati, che, attraverso pannelli e l’esposizione di oggetti legati alle attività estrattive (dalle punte dei fioretti di perforazione ai campioni di roccia mineralizzata), offre un percorso alla scoperta del lavoro della miniera: le fasi dalla roccia al minerale puro sino al metallo pronto per essere forgiato, le ricerche stratigrafiche e le descrizioni delle tecniche di estrazione, cernita e arricchimento.

Perché è importante visitarlo
Il percorso consente di apprezzare nei particolari le varie fasi del lavoro di estrazione del minerale e, contemporaneamente, di entrare nella dimensione privata e familiare dei minatori di Montevecchio. La compresenza del percorso IGEA “Galleria Anglosarda”, che si snoda nel sottosuolo, fa di Sant’Antonio un compendio di beni archeologico-industriali esemplarmente recuperati e valorizzati.

Servizi
Visita guidata.
Patrimonio culturale della Sardegna