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I BENI CULTURALI DELLA SARDEGNA
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Guspini, Complesso museale di Montevecchio, Palazzina della Direzione

Palazzina della Direzione, Sala Blu Palazzina della Direzione, Sala Blu
Informazioni
Indirizzo: Centro Visite e Infopoint C/o ExMensaImpiegati
P.zza Rolandi SNC, Borgo Montevecchio/Gennas- Guspini
info point 070 973173 - 070 7326371
cell. 389 1643692 - 338 4592082
Ente titolare: Comune di Guspini
Gestione: Lugori Scarl - Via Garigliano, 2 - Cagliari
Orari: aperto tutto l'anno tutte le domeniche mattina e negli altri giorni/orari su prenotazione anticipata anche di poche ore e per piccoli gruppi (garantita oltre le 10pax); da aprile a ottobre il personale è in loco quasi tutti i giorni ma il sito è molto vasto: contattarlo al cellulare trovando non presidiato il Centro Visite
Durata della visita: da 0h45' a 3h00', in base al numero dei percorsi di visita scelti, ma anche al numero dei partecipanti e delle domande poste
Biglietto: sono esenti dal pagamento i disabili (non tutti i percorsi abattono le barriere architettoniche) ed i bambini fino a 6 anni; usufruiscono del biglietto ridotto i bambini da 7-12 anni, gli over 65 ed i gruppi di oltre 20 persone; 1 percorso € 5,00 (intero) o € 3,50 (ridotto); 2 percorsi € 9,00 (intero) o € 6,00 (ridotto); 3 percorsi € 12,00 (intero) o € 8,00 (ridotto); 4 percorsi € 14,00 (intero) o € 9,00 (ridotto)
sito web: www.minieramontevecchio.it
e-mail: info@minieramontevecchio.it

Il museo
Le miniere di Montevecchio, ricche di piombo e zinco, sono state, sino gli anni Sessanta del Novecento, tra le più importanti d'Europa. Oggi, in quanto parte del Parco geominerario della Sardegna, sono riconosciute dall'UNESCO "Patrimonio umanità", e acquisiscono ulteriore celebrità quali set di film di successo -"Il figlio di Bakunin", tratto dal romanzo di Sergio Atzeni- e perché inserite in una cornice naturale, marina e montana, di rara bellezza: con dune sabbiose, cervi selvatici, macchia mediterranea e sottobosco dalle svariate specie botaniche.
L’attività estrattiva, intrapresa intorno alla metà dell'Ottocento, quando il re Carlo Alberto ne conferì la concessione perpetua al sassarese Giovanni Antonio Sanna, col suo intensificarsi nel tempo, determinò il sorgere di un importante e avanzato contesto edilizio, industriale e civile: le case dei minatori, l'ospedale, la chiesa, i campi sportivi e il cinema, le sale da ballo e il ristorante, l'albergo e la palazzina direzionale in stile liberty, oggi museo.
Progettata ed edificata per volontà dello stesso Sanna tra il 1870 e il 1877, nell’abitato di Gennas, la Palazzina della direzione era il cuore pulsante degli stabilimenti minerari di Montevecchio. Secondo l'idea originaria, avrebbe dovuto ospitare gli uffici amministrativi, una piccola chiesa e l’abitazione di Sanna, il quale in realtà non vi abitò mai, poiché morì nel 1875, due anni prima della fine dei lavori.
Inizialmente la palazzina fu sede degli uffici al pianterreno, dell'archivio al primo piano, dell'abitazione del direttore al secondo, e, nel sottotetto, degli alloggiamenti della servitù. Negli anni, perse la funzione abitativa e fu quasi interamente destinata agli uffici. La ridestinazione d'uso comportò la perdita di molte pitture murali, coperte dall’imbiancatura a calce, oggi in parte riportate alla luce grazie a mirati interventi di recupero.
La visita si snoda attraverso i tre piani dell'abitazione, pregevolmente affrescati in stile liberty, che propongono la ricostruzione degli arredi d'epoca dislocati nei vari ambienti: sale da pranzo e da tè, fumoir, stanze da letto e una serie di salotti, studio e biblioteca
La sala blu o salone delle riunioni è la vera protagonista del palazzo: destinata agli incontri ufficiali e ai ricevimenti, deve il suo nome alle decorazioni (affreschi e stucchi) che ne ornano a tutto campo le pareti e la volta. Intorno ad uno dei numerosi camini dell’appartamento si sviluppa un elegante salotto di poltrone, divani e specchi dorati che, insieme a un maestoso pianoforte a coda, danno vita all’ambiente, un tempo teatro di feste e serate musicali. Contrariamente a quanto avvenuto nel resto dell'edificio, la sala è stata mantenuta integra nella sua maestosità, quale locale dirigenziale e di rappresentanza.
Pochi gradini e il visitatore lascia i fasti borghesi per raggiungere il sottotetto, dove sono allestiti gli ambienti più modesti, ma non per questo meno interessanti, destinati alla servitù, che nella Direzione lavorava e dimorava: l’ampia cucina, che mostra numerosi tegami e utensili in rame appesi alle pareti, la piccola stanza da pranzo e le camerette, arredate in modo semplice e funzionale.

Perché è importante visitarla
La visita della Palazzina offre un interessante spaccato dello stile di vita della famiglia del direttore della miniera, perfettamente in linea con gli standard alto-borghesi italiani ed europei del tempo e distante dai modi di vita della servitù, come dimostrano, all’interno della stessa Palazzina, la pianificazione degli spazi e le scelte d’arredo.

Servizi
Visita guidata.

Galleria fotografica
  • Cucine
  • Esterno
  • Sala pranzo servitù
Patrimonio culturale della Sardegna