I Funk Off a "Time in jazz"

"Time in jazz", tra musica e architettura

Steve Coleman, Uri Caine e Don Byron, la coinvolgente energia dei Funk Off, Mark Feldman in duo con Sylvie Courvoisier, Chris Speed con Jim Black. Gli archi di Ernst Reijseger, Giovanni Sollima e del Quartetto Alborada. Gavino Murgia fra jazz e musica etnica, le voci della tradizione sarda del Cuncordu e Tenores di Orosei e quelle d’autore di Ornella Vanoni e di Paola Turci. Sono questi i protagonisti della XXI edizione di “Time in jazz”, festival fondato e diretto da Paolo Fresu, in corso a Berchidda (Olbia) fino al 16 agosto.

La musica entra anche quest’anno nei luoghi più insoliti, dalle chiese campestri, ai treni, ai traghetti: è questa la caratteristica del festival che ha scelto un tema dominante. Si intitola “Arkitekturae”, perché si indagano le relazioni tra musica e architettura, l’arte del tempo e quella dello spazio. Arti distinte ma affini, a partire dalla loro essenza numerica, matematica, non a caso la musica e l’architettura condividono concetti come ritmo, armonia, grandezza, proporzione, intensità, struttura, composizione.

Dando uno sguardo al programma, questa sera a Berchidda in Piazza del Popolo (ore 21.30) si esibiranno Ernst Reijseger, Giovanni Sollima & Larissa Groeneveld nello spettacolo “TreCellos”, una produzione originale Time in Jazz. Il secondo concerto, alle 23, avrà come protagonisti Steve Coleman & Five Elemento. Sollima, virtuoso dello strumento, si esibirà anche giovedì 14 (ore 11) nella chiesetta di San Michele, vicina al paese.

Nel vivo del festival si entrerà domani con Ornella Vanoni che, alla tenuta di Fabrizio De Andrè all’Agnata, canterà accompagnata al piano da Paolo Jannacci e Michele Ascolese. La Vanoni, reduce dalla sua ultima fatica (l’album numero 53, “Una bellissima ragazza”), si esibirà nello spettacolo dal titolo “Una goccia di splendore”, preso in prestito dalla recente “autobiografia per parole e immagini” di De André a cura di Guido Harari. La sera un altro grande jazzista, Uri Caine, sarà il mattatore di entrambi gli atti in programma. Nel primo (ore 21.30), lo troveremo al pianoforte accanto alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu.

Ancora un duo e ancora uno strumento ad arco, il violino dell’americano Mark Feldman accanto al pianoforte della svizzera Sylvie Courvoisier, protagonisti del primo concerto serale del 14 agosto (ore 21.30). La materia che si fa suono. Parte da questi elementi primordiali “Megalitico”, produzione originale commissionata da Time in Jazz a Gavino Murgia, uno dei nomi di spicco della scena jazzistica e “di confine” sarda (ore 23).

L’ultima serata in Piazza del Popolo, quella del 15 agosto, è come sempre double-face a Time in Jazz. Prima che sul palco dilaghino i Funk Off per la festa finale, la scena sarà tutta per un altro alfiere del jazz contemporaneo che ha nell’eclettismo una delle sue prerogative: Don Byron, clarinettista, sassofonista e compositore americano.

Il festival continuerà fino al 16 con musica, rassegne di cinema, mostre, esposizioni d’arte. Il 17 e il 18 si aprirà, per il secondo anno consecutivo, una parentesi sassarese, con la rassegna “Time in Sassari”. Per informazioni su eventi e territorio è possibile contattare l’800 88 11 88.

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