Gino Frogheri, Interazioni su fondo nero, 1968

Gino Frogheri

Tra le numerose mostre nazionali ed internazionali, partecipa a "25 Anni Di Ricerca Artistica In Sardegna 1957-1983".

Biografia
Gino Frogheri è nato a Nuoro nel 1937.
La sua attività artistica inizia con una mostra nel 1953, sviluppando fin d'allora una figurazione personale di forte impatto visivo, fino a raggiungere una formulazione astratto-sintetica, minimalista e archetipale.
Dopo le Biennali Nazionali di Nuoro di fine anni cinquanta, frequenta dal 1965 la Galleria "Chironi 88", entrando in contatto e confrontandosi con la ricerca artistica nazionale d'avanguardia e ottenendo riconoscimenti di grande rilievo artistico in campo nazionale ed internazionale.
Negli anni '70 inventa una forma strana, contornata perfettamente, multistabile e poliallusiva che Salvatore Naitza, nel 1981, definisce come la rappresentazione del nascere e dell'apparire.
Tra le numerose mostre nazionali ed internazionali, partecipa a "25 Anni Di Ricerca Artistica In Sardegna 1957-1983".
Ancora negli anni '80 "Cittadella Dei Musei" Cagliari, Galleria Comunale di Cagliari e Triennale di Milano: "Sardegna Lavora" a cura di M. L. Frongia.
Nel 1999 il MAN, Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, gli dedica una mostra antologica con catalogo a cura di Fernandez, Caramel, Pellegrini, Scano Naitza.
Altre personali figurano negli anni 2000 tra cui "Presenza – Espansione – Sparizione" con presentazione di G. Altea e collettive tra cui "Stanze" al Centro Culturale Man Ray di Cagliari.
Attualmente è impegnato nella realizzazione di un trittico di Arte Sacra per conto del Comune di Nuoro destinato alla nuova Cappella del Cimitero della stessa città.

Galleria fotografica


Mostre personali
2004 - Nuoro, Trittico ironico
2002 – Cagliari, "Presenza – Espansione – Sparizione", Centro Man Ray
2001 – Nuoro, "Presenza – Espansione – Sparizione", Studio via Manzoni
1999 – Nuoro, Mostra antologica, Museo MAN
1993 – Nuoro, Galleria Chironi 88
1974– Nuoro, Galleria Chironi 88
1973 – Sanremo, Galleria Mattuzia
1972 – Genova, Galleria Arte Verso
1972 – Como, Galleria Il Salotto
1972 – Milano, Galleria Cavour
1971 - Deauville (Francia), Galerie Renè Borel
1971 - Napoli, Galleria Spazio
1971 - Cagliari, Galleria L'incontro
1971 - Nuoro, Galleria Chironi 88
1970 - Seregno (MI), Gi3 Centro culturale
1968 – Cagliari, Galleria degli artisti
1967 – Nuoro, Galleria Chironi 88
1963 – Nuoro, Piazza Mazzini
1961 – Nuoro, Corso Garibaldi
1958 – Nuoro, Sala via Dante

Mostre collettive
2005 – Cagliari, 25 Aprile, 60° Anniversario
2002 – Cagliari, Genius Loci, Man Ray
1998 – Orani (NU), fondazione Nivola, omaggio a C. Nivola
1994 – Nuoro, Galleria Chironi 88, Artisti in piccolo formato
1990 - Cagliari, Galleria Comunale Artisti nelle collezioni civiche del ‘900
1988 - Cagliari, Galleria Comunale Segni d'Autore in Sardegna
1986 - Milano, Triennale di Milano, Il luogo del lavoro
1984 - Cagliari, Nuove tendenze a confronto negli anni dell’autonomia 1953-83
1983 - Nuoro, Venticinque anni di ricerca artistica in Sardegna 1957-83
1984 - Orotelli (Nu), Intervento collettivo nel territorio Proposta di memoria 84
1982 - Olbia, Arte oggi in Sardegna
1972 - Mentone (Francia), IX Biennale Internazionale
1971 – Cannes, Grand Prix International de Peinture de la Cote d'Azur
1970 – Napoli, Triennale di pittura M. Sironi
1969 – Imperia, Premio Nazionale Città di Imperia
1968 – Cagliari, Collettiva Maestri moderni
1967 – Nuoro, Opere selezionate Artisti
1967 – Nuoro, Biennale Regionale Artisti fino a trent'anni
1958 – Roma, Palazzo delle Esposizioni, Rassegna opere artisti sardi
1957 – Nuoro, Biennale Nazionale di Pittura
1956 – Nuoro, Mostra regionale Arti figurative
1955 – Nuoro e Palermo, Mostra regionale Arti figurative
1955 – Bastia, Pittori sardi
1953 – Nuoro, Pittori di Nuoro, Via G. Deledda

Testo critico
La preferenza per la tematica urbana caratterizza le prove giovanili di Gino Frogheri, artista che si stacca vivacemente dal panorama poco esaltante della pittura nuorese degli anni cinquanta.
Prima dell’approdo alla ricerca non oggettiva di grande castità formale, Frogheri si oriente verso rappresentazioni realistiche dal piglio sintetico e dalla ben contrappuntata struttura cromatica e luministica. Le scene di lavoro, i cantieri, le vie cittadine pulsanti di traffico dei suoi quadri di questi anni, ci consegnano l’immagine di una Nuoro ben diversa dall’arcadico contadino ritratto in modo ormai stereotipo[...]
G. Altea

Nella pittura di Gino Frogheri si evidenzia un linguaggio personale, ma che appare intelligibile e inspiegabile nel suo insieme se non si considera il fatto che il lento e complesso itinerario percorso, è inserito anche nei sostanziali legati nell'ambito antropologico ed estetico del suo tempo. Sebbene Frogheri non abbia dimenticato le lezioni del passato, delle avanguardie storiche, la sua forma (identità) ha acquisito una straordinaria autonomia…e si avvale infine non solo del mimetismo personale e dei "ritrovamenti" delle decadi passate, rendendo definitivamente la sua forma simbolo inequivocabile della sua identità come artista[...]Le tecniche e i procedimenti impiegati nelle new-look della forma lasciano il protagonismo in favore della sua configurazione centripeta, che rompe il suo isolamento passando dalla bidimensionalità del quadro alla tridimensionalità creata da quei piani secanti delle opere Pitto-struttura., come nicchie sacre o altorilievi minimalisti e post-moderni.
L. A. Fernandez

[...]Come rivelò un decennio prima Salvatore Naitza, (nel 1981: Vitalità di una forma, ad introduzione di tre serigrafie di Gino Frogheri) la "rappresentazione del nascere e dell'apparire" attraverso una forma strana contornata perfettamente, multistabile e poliallusiva" che dimostrava come appunto una "forma artistica, cioè una entità organizzata, fatta di progetto e di materia, possa avere una sua vitalità, in senso pressoché biologico con evoluzioni organiche, con una propria salute o un proprio malessere entrambi evidenti". "Come del tutto misteriosa", aggiungeva il critico, "ma non per questo meno constatabile: è in quest'ordine filogenetico che si riesce a spiegare più attendibilmente la storia di uno stile, persino le ragioni del suo apparire e del suo trapassare in altro, della sua fine" [...]Egli opera una graduale semplificazione che lo porta a quella sua particolarissima forma archetipale poi rielaborata in sequenze e accostamenti vari, ma anche in immagini in cui essa spicca isolata. Ed è qui l'acme non solo della sua ricerca ma dei risultati medesimi dell’artista che attinge nell'elementare un'assolutezza di grande significato. In questo senso Frogheri riesce ad evocare un'auroralità come sedimentata, lontananze, eppure proprio perciò strettamente coinvolgente l’interrogarsi dell’uomo sulle proprie origini, sui propri destini, come peraltro su quelli dell’intero mondo animato e dell'infinito universo.
L. Caramel


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