Danilo Sini, cattivibambinipentiti - Senza titolo, 2000

Danilo Sini

Biografia
Nato a Sassari, 1961. Vive e lavora a Sassari.

Galleria fotografica


Mostre personali
2003 - Tortoli, museo d'arte contemporanea Su logu de s'iscultura, "Studioimostri"
2002 - Sassari, Link, "VDUMMD cattivibambinipentiti-bambinitopoliniavenezia"
2002 - Sassari, Galleria Contemporanea, "VDUMMD cattivibambinipentiti-bambinitopoliniavenezia"
2001 - Venezia, Oratorio di S.Ludovico, "VDUMMD cattivibambinipentiti-bambinitopoliniavenezia"
2001 - Berchidda, Casa Meloni, "Immagini per un festival"
2000 - Cagliari, PoliArt Studio, "Mentira"
2000 - Roma, Articultura, "Zooo: mai visti né conosciuti alcuni anni fa"
1999 - Sassari, Centro Kairos, "Memorie di superficie"
1997 - Sassari, Palazzo Ducale, Arte a Palazzo Ducale
1997 - Sassari, Centro Kairos, "MCMXCVII"
1994 - Alghero, Obra cultural
1993 - Sassari, Palazzo Ducale, "Eris...sutta su monte..."
1987 - Firenze, Caffè Voltaire

Mostre collettive
2004 - Berchidda, Museo P.a.v., "Mind the gap"
2001 - Spoleto, Palazzo Ducale, "Sardinia - maschile femminile"
2001 - Cagliari, Centro Man Ray, "Stanze 2001"
2001 - Pavia, Castello Visconteo, "Giovane arte europea"
2001 - Norimberga (Germania), Akademia de Bildenden Künsten, "Video 2001"
2000 - Tortolì (Nu), Museo d'arte contemporanea. Su logu de s'iscultura, "Toy Story"
2000 - Sassari "Arte: Evento Creazione"
1999 - Nuoro, "Divieto di sosta"
1999 - Roma, Arte in transito, "Colloqui con l'ombra"
1999 - Sassari, MACS (Museo arte contemporanea, "Atlante (Geografia e Storia della giovane arte italiana)"
1999 - Torreglia, Centro Polivalente, Mostra Internazionale di Mail Art – "La Fantasia non ha limiti"
1997 - Cagliari, La Bacheca, "Recycling art"
1996 - Roma, XII Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma, "Italia 1950-1990, Ultime generazioni"
1995 - Alghero, Palazzo "Pou Salit, "Lapis"
1994 - Roma, "Europa-America, 360 E-venti", Pino Molica, (a cura di P. Balmas) (mostra itinerante: New York)
1993 - Parigi, Satellite, "De l'amour"

Testo critico
Bambinitopolini
6 oli su tela
Il tema dell'infanzia è diventato per l'arte contemporanea il luogo delle idiosincrasie e delle perversioni del singolo e della società. Danilo Sini, dopo la serie dei Cattivibambinipentiti lo riprende nel ciclo dei Bambinitopolini, ancor più inquietante del precedente per i riconoscibili riscontri con un’oggettività che parte dalla rilettura di vecchie foto di personaggi reali. Rappresentati con raffinate pitture a olio, icastici come ritratti ma caricati e resi fumettistici da profonde ombre e da un funereo bianco e nero che li isola dal fondo colorato, aldilà dell’apparente dolcezza e melanconia dello sguardo che cattura e inquieta, i bambini appaiono piuttosto come minacciosi adepti di una setta che trova nell’inflazionata e innocua icona di Mickey Mouse il suo “genio del male”. Le sei tele fanno parte, come si evince dalle lettere dipinte sul fondo di alcune, di una serie ben più ampia e in fieri dal titolo VDUMMD, acronimo di VE DEI UEN MICHI MAUS DAID, approssimativa trascrizione fonetica dell’inglese The day when Mickey Mouse died. Partendo dall’improbabile annuncio della morte di Topolino e del conseguente lutto dei suoi seguaci, l’artista fa terra bruciata attorno alle edulcorate e virginali iconogra¬fie dell’infanzia proposte dai media, sempre più rassicuranti e prive di quel coacervo di perversioni e conflittualità che invece le sono proprie. Recuperata nella dimensione del ricordo, nei suoi simboli più condivisi e asettici, quali peluche e bluse alla marinara dai larghi baveri, l’infanzia diviene metafora di mondi misteriosi e insondati, oscuri e in¬confessabili, secondo una lettura psicanalitica oramai assodata e condivisa. Ma l’opera di Sini apre anche a una prospettiva estremamente allarmante che, attualizzando il passato, pare voglia indicare un futuro in cui i Bambinitopolini di oggi, nel loro omologante trattamento clowunesco che solo a tratti fa affiorare un barlume di individualità, diverranno pericolosi e onnipresenti replicanti, prossimi controllori di una società sempre più eterodiretta.
Ivo Serafino Fenu

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