Zaza Calzia, Collage e tempera

Zaza Calzia

Biografia
Nasce a Cagliari nel 1932.
Compie studi artistici presso l'Istituto Statale d'Arte. Dal 1961 ha diretto il laboratorio di decorazione pittorica con l'insegnamento di progettazione e il disegno professionale dell'Istituto d'Arte di Sassari e ha fatto parte del "Gruppo A". Svolge l'attività di designer per l'artigianato e l'industria.
Dal 1967 si occupa di libri per l'infanzia. Socia nella cooperativa "Prove 10", ha pubblicato nel 1974 a Roma "Un Paese" (una favola colorata).
Dal 1975 al 1997 ha diretto, presso l'Istituto Statale d'Arte di Roma 2, il laboratorio di decorazione pittorica con l'insegnamento della progettazione e del disegno professionale.
Svolge la sua attività artistica a Roma, dove risiede dal 1970.

Galleria fotografica


Mostre personali
2004 - Lamezia Terme, "Aquiloni nei cieli dell'arte", Curato da Teodolinda Coltellaro
2000 - Cagliari, Lettres Découpées, Zaza Calzia
1997 - Roma, Ex Mattatoio di Testaccio, Mostra "L'Arte a Roma" 1° Edizione della Rassegna di Arte Contemporanea
1994 - Alghero, "15 Acquerelli"
1988 - Port De Bouc, XXVIII Salon Pitture-Sculture
1986 - Genazzano, Internazionale d'Arte presso il Castello Colonna di Genazzano
1983 - Nuoro, Mostra Antologica "Galleria Chironi 88"
1977 - Cagliari, Galleria d'Arte Duchamp
1973 - Roma, Galleria "Arte Visiva", Geografia 4, Sassari
1971 - Sassari, Mostra Nazionale "Premio Sironi"
1966 - Sassari, Mostra personale Galleria d'Arte Contemporanea "A"
1964 - Cagliari, Mostra "Omaggio alla Resistenza"
1962 - Roma, Mostra Concorso Pubblica Istruzione
1959 - Roma, Galleria d'Arte Modena

Mostre collettive
2006 - Benetutti, Centro sociale Via Marconi, "Piccolo atlante della Sardegna" (Donazione Soddu Tanda)
2006 - Sassari, Palazzo della Frumentaria, Mostra del segnalibro "Il Segno del Libro"
2006 - Cagliari, Sala della Regione, Mostra collettiva per il 25 aprile
2005 - Cagliari, "5 Mostre (a quattro mani)"
2003 - Berchidda, Festival Internazionale "Time in Jazz", "La parola nella ricerca in Sardegna dagli anni '70 agli anni '80"
2003 - Berchidda, Festival Internazionale "Time in Jazz", "La parola nella ricerca in Sardegna dagli anni '70 agli anni '80"
1999 - Cagliari, Centro culturale Man-Ray, Mostra Giocattoli d'Artista
1999 - Cagliari, Centro culturale Man-Ray, Elogio al bianco
1998 - Sassari, Amministrazione Provinciale Palazzo Sciuti, Anfossi- Calzia- Carta- Dore- Panzino
1998 - Cagliari, Centro Culturale Man-Ray, "La linea rende invisibile"
1986 - Roma, Mostra Collettiva Galleria L'Ariete, "Ellittica"
1984 - Cagliari, Mostra Collettiva Galleria Arte Duchamp
1968 - Sassari, Mostra Collettiva Galleria Il Cancello

Testo critico
"Zaza Calzia, un mondo dove tutto appare simultaneo e magmatico.
I frammenti tipografici di Zaza Calzia non sono organizzati razionalmente, sono i risultati di una operazione non finita e, per questo ambigua, non disoggettivizzata, immersa nelle cose, nelle sensazioni, prigioniera di "vecchie aporie", difficoltà logiche lucidamente interpretate. È il frutto di una intelligenza pittorica che gioca col codice linguistico pittorico e gode della propria oscurità. Se l'osservatore dinnanzi ai quadri della Calzia vuole definire, modellizzare parole e situazioni, si smarrisce: deve accettare un mondo nel quale tutto appare simultaneo, fluido magmatico. Lo sforzo di mettere a fuoco così, mentalmente, il senso, il significato è inutile: il tempo non scorre come nella vita, è metacronico, passato e presente assieme.
Il tentativo di identificare le parole tipografiche può portare a risultati sorprendenti: una parola è nell'altra, l'una commenta l'altra; il quadro è il risultato di sdoppiamenti, sovrapposizioni continue.
Gli spazi sono mentali: l'ottica della pittrice viene sottoposta ad un permanente interlocutore interiore, e, in tal modo, la percezione continuamente filtrata, condizionata, determinata. Lo spettatore abituato a codici pittorici sensazionali, clamorosi e coloratissimi – cioè ad un modo di dipingere simile al movimento della vita, in sincronia col tempo dell'esistenza razionale, in sintonia con le emozioni moderne create ad arte da altri – deve abituarsi ad un altro codice, vedere il quadro e lo spazio narrativo di esso secondo rapporti di iterazione, compenetrazione, correlazione, quindi accettare le ripetizioni, gli influssi, gli scambi che intercorrono tra le categorie del "prima" e del "poi", dell'"io", degli "altri..."
Enrico Gallian, 1987

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