Marilena Pitturru, Medioriente, Isole isolate o libere comunicazioni, 2006

Marilena Pitturru

Biografia
Non concepisce la vita senza una continua ricerca sia dei vari materiali che dello studio della propria interiorità attraverso l'arte.
Nasce a Cagliari il 29 febbraio 1960, dove vive e lavora. Studia al Liceo Artistico Statale di Cagliari (sez. Architettura), interrompe gli studi alla Facoltà di Lettere e Storia dell'Arte,
continuando ad approfondire autonomamente lo studio dell'arte contemporanea. Predilige la scultura e l'installazione. Non concepisce la vita senza una continua ricerca sia dei vari materiali che dello studio della propria interiorità attraverso l'arte. La curiosità la spinge a spaziare in più campi, materiali e strumenti: studio di monili, fotografia, scenografia, incisione, patchwork artistico, assemblaggio di ciottoli, terracotta, bronzo, cera, pietra, metallo, reti metalliche, pelle, tessuti, filati, arazzi, carta, materiali di recupero e riciclo, amalgami creati da lei, telai autocostruiti, colle e resine, pinze e tenaglie, ago e filo. Nel suo lavoro preferisce studiare in letteratura le tecniche base quindi fare ricerca e sperimentazione trovando tecniche proprie per esprimere se stessa. La sua ricerca tematica da un dualismo ossessivo interiore tra maschile e femminile si sposta ad una indagine più profonda della sua interiorità e all’osservazione dei problemi attuali del mondo riciclando materiali vari. Note sono le sue cerniere lampo antropomorfe, spesso firmano le sue opere, chiuse o aperte
accompagnano i temi dell'anima e/o esprimono il dolore del mondo. Nel 1983 ha lavorato presso la Galleria comunale d'arte di Cagliari, diretta dal Dr. Ugo Ugo, al riordino della biblioteca di storia dell'arte contemporanea.
Per la 1° Rassegna d'arte contemporanea SAF Sardegna Arte Fiera nel 2005 è stata invitata dal critico Anna Maria Janin a far parte del suo gruppo curatoriale. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Galleria fotografica


Mostre personali
2008 - Cagliari, spazio espositivo della Società Mutuo Soccorso San Giovanni, "Altre vite"
2007 - Cagliari, Spazio (IN)VISIBILE, "Io sono"
2006 - Cagliari, SAF Sardegna Arte Fiera - Il Lido, "Cicli femminili"
2005 - Cagliari, Palazzo dei Congressi – Fiera, "1°Salone del riciclo e della Sardegna Sostenibile"
2004 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Coordinate"
2004 - Salisburgo, Inter.art Galerie, Personale a due, "Variazioni"
2002 - Villanovaforru (Ca), Museo Archeologico Genna Maria,
"Diversificando la materia" opere a confronto diretto con reperti Archeologici.
2001 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Mostrando i propri vuoti", a cura di Alessandra Menesini
2001 - Firenze, Galleria Mentana, "Personale a due"
2000 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Pezzi di noi”
1999 - La Maddalena (SS), Municipio, “Fare come specchio della società"
1998 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Crudi & Cotti", a cura di
Massimo Antonio Sanna

Mostre collettive
2007 - Cagliari, Spazio Zoom, "Graphicamente" Salmoiraghi & Vigano per l'Arte
2006 - Solarussa (OR) "In Loco – l'arte corre sul fiume",
Rassegna d'Arte contemporanea, a cura di Ivo Serafino Fenu
2006 - Cagliari, Galleria G28, "Sguardi d’Autore"
2006 - Cagliari , Il Lido, SAF Sardegna Arte Fiera "Intrecci d'arte" e installazione "Medioriente: Isole isolate o libere comunicazioni?"
2006 - Roma , Associaz. Grecam, "Inaugurazione Grecam Esquilino"
2006 - Sadali (NU), "Box'Art", a cura di Erica Olmetto
2006 - Selargius (CA), Carceri Aragonesi, "Intrecci d'Arte", Gruppo Fucina Oper-Arte in collaborazione con l'associazione
Grecam e la cooperativa teatrale Sirio Sardegna, direzione artistica Gemma Tardini, testi critici: Norberto Silva Itza, Erica Olmetto
2006 - Cagliari, Galleria G28, "Dieci anni G28"
2005 - Cagliari, Il Lido, Rassegna d'arte contemporanea SAF
Sardegna Arte Fiera, "Guerre", a cura di Anna Maria Janin
2005 - Cagliari, Galleria G28, piccolo formato 5, "Ne hai fatto di strada baby"
2004 - Sant'Antioco (CA), Antico Teatro Savoia, "Isola senza confini" a cura di Roberta Vanali, direzione artistica Gemma Tardini

Premi e riconoscimenti
2004 – Bagheria (PA), Palazzo Aragona Cutò, un immagine della sua opera, insieme ad alcune altre, inserita nel manifesto della mostra mail art "Le sembianze anatomiche sono una variabile…", Le opere dei 176 artisti rilegate in un libro per la biblioteca Civica.
1999 - Cagliari, centro sociale Is Mirrionis, 1° premio per la sezione scultura (ceramica) nell'estemporanea
d'arte "Incontri di primavera", Arte per il Kosovo, 1979 - un suo disegno è stato selezionato per il manifesto pubblicitario
della mostra degli studenti del Liceo Artistico.

Testo Critico
"Mostrando i propri vuoti"
Svuotato di tutto tranne che del proprio dolore, chiuso in un abbraccio che protegge l'integrità perduta, disossato, secco, guscio immateriale e irrigidito. Rimane solo la pelle, una pelle dura friabile nel colore caldo della terracotta, a tenere insieme lo spazio e a ricordare la forma del corpo. Si apre con questa statua di sale la mostra "Mostrando i propri vuoti", in cui Marilena Pitturru propone gli esiti della sua più recente ricerca. Hanno una forza drammatica, le sculture negate di Marilena, disegnano l'assenza e il peso di volumi dissolti, ricordano e accennano, sono crisalidi abbandonate che conservano una forza vitale. Da tempo l'artista forgia guanti femminili, aggraziati involucri che poggiano su un piano o pendono verso il basso, accessori un po' in disuso lasciati qua e là, in un ritorno a casa frettoloso. Riprodotti con cura – le dita affusolate così lunghe da sembrare liquefatte – ora sono quasi confusi con le opere che parlano d'altro, con le piccole maternità, con gli intrecci di membra e di visi, con gli abbracci gemelli che si perdono nella stessa materia sommessi ma presenti e da rintracciare nell'argilla, come le cerniere lampo, altro segno di riconoscimento di un'artista che accompagna i temi dell'anima con pezzi di vita quotidiana, i guanti appunto, le zip o anche le pagine di giornale.
Marilena Pitturru sovente raffigura nei suoi lavori un dualismo ossessivo, una contrapposizione tra gli elementi, come se la sua percezione del mondo fosse sempre costretta a registrare equilibri difficili o contraddizioni insuperabili.
Lei impasta modella, cuoce e svuota e taglia a pezzi, imprimendo alle sue creature il segno di un'emozionata ricerca e l'urgenza di comunicarla. Mescolati ai loro fratelli di creta, alcuni pezzi fusi in cera offrono la loro precaria consistenza da idoli votivi, lisci al tatto, lattiginosi e indifesi, in attesa di un'armatura.
Alle terrecotte screpolate e sbiancate dall'ingobbio, al fragile colombino, a volti che sembrano maschere, a busti in posa classica, a mani talvolta deformate, Marilena Pitturru consegna una sensibilità controllata dalla abilità tecnica. Il suo riflettere si traduce nel fare, in laboriosi processi che non consentono errore.
Alessandra Menesini

Bibliografia
A. Ledda, in catalogo Mostra itinerante Trenino dell'arte, Serramanna, 2000;
In catalogo, Fiera internazionale d'arte Europart, Ginevra, 2001;
M.D. Picciau, Voci d'inconscio dagli affascinanti gusci pieni di nulla in L'Unione Sarda, 2001;
In catalogo Fiera internazionale d'arte Lineart Gent, Belgio, 2001.

elenco completo