BiografiaÈ nato a Gallipoli nel 1937. Dal 1960 è a Milano all'Accademia di Brera dove frequenta i corsi di Mauro Reggiani. Dopo l'Accademia soggiorna a Milano, Berlino e Parigi. Visita l'Africa del nord, la Spagna, Londra e New York. Tuttavia, in Esposito resta una verità artistica fatta di lirismo mediterraneo, rafforzata di peregrinazione in peregrinazione, dallo studio di Giacometti a quello di Rauschenberg. Infine l'approdo a Sassari,dove il mai rimosso sentimento solare di forma e natura prorompe facendosi largo tra motivi ad esso estranei. A Sassari, nel 1999, nel palazzo della provincia, l'ultima grande mostra: pittura come incanto del paesaggio, con catalogo Mazzotta.
Galleria fotografica
Mostre personali1999 - Sassari, Palazzo della Provincia
1994 - Macomer, Galleria Kairòs, "Pittura/scrittura", dedicata all'amico Giovanni Tola
1989 - Milano, Studio d'arte 111
1978 - Milano, Galleria Schubert, "Mare aperto 1"
1974 - Firenze, Galleria Pic-Pus
1971 - Milano, Galleria Schubert
1969 - Lugano, Galleria Boni e Schubert
1967 - Sassari, Galleria il Cancello
1965 - Milano, Galleria l'Indiano
1963 - Firenze, Galleria l'indiano
Mostre collettive2000 - Milano, Accademia delle belle arti di Brera, Sala Napoleonica, "Sogni di Carta. Arte dl disegno in Lombardia 1946-96"
1999 - Roma, XIII Quadriennale, "Proiezione"
1993 - Milano, Palazzo della Ragione, "La città di Brera"
1983 - Gallipoli, Castello Angioino, "Il filo dell'Acqua"
1980 - Porto, Museu Nacional de Soares dos Reis, "LIS 79"
1979 - Lisbona, Galleria de Belem, Lisbon International show, "LIS 79"
1976 - Ljubljana, Museo di Ljubljana, "Grafici Italiani Contemporanei"
1973 - Roma, X Quadriennale, "Situazione dell'Arte non Figurativa"
1972 - Sassari, Galleria il Cancello, "Esposito- De Filippi. Opera Grafica"
1971 - Milano, Palazzo della Permanente, "II Triennale dell'Incisione"
Testo critico"Con coerenza ineccepibile, seppure sospesa tra un ordine precettuale costantemente eluso e le valenze emotive lucidamente saltate, la ricerca di Salvatore Esposito indaga un aspetto del profondo che interferendo con le percezioni ottiche e sensoriali produce una energia comunicativa a cui difficilmente ci si può sottrarre. La sua pittura, dunque, sollecitante e persuasiva, generata per accumulo organico, rivela una facoltà dello spirito che, per vie diverse e parallele, buona parte dell’arte di questo secolo rivendica e reclama e che, nel caso di Esposito, può essere sintetizzata con le stesse parole con cui G.C. Argan definì proprio Rothko, "Un contemplativo con le pupille dilatate"."
C. Ceritelli, 1969
BibliografiaM. Valsecchi,
Salvatore Esposito, catalogo della mostra, Milano 1965;
M.Valsecchi,
Salvatore Esposito, Milano, Shubert editore, 1971;
S. Desj, "Salvatore Esposito", in
La Nuova Sardegna, 10 ottobre 1979;
E. Consalves, "LIS-79",in
Lettera Artes, 15 novembre 1979;
T. Paloscia, "Pittura Lirica di Salvatore Esposito", in
La Nazione, 27 maggio 1987;
G. Turoni, "Mare Aperto di Gallipoli" in
Corriere della Sera, 15 dicembre 1993;
M. Magnani, "Il mister della natura", in
La Nuova Sardegna, 4 aprile 1999;
Salvatore Esposito: pittura come incanto del paesaggio, catalogo della mostra, a cura di C. Cerritelli, Milano, Mazzotta, 1999.