Francesco Becciu, Il circo, 1970

Francesco Becciu

Biografia
Francesco Becciu è nato ad Ozieri il 21 luglio del 1929. Giovanissimo si trasferisce a Sassari dove si diploma in Decorazione Pittorica presso l'Istituto d'Arte sotto la guida dei maestri Filippo Figari, Eugenio Tavolara, Stanis Dessì e Vico Mossa. Dopo un periodo dedicato alla ricerca e allo studio delle nuove correnti artistiche, la sua pittura subisce il fascino della "Nuova Figurazione" che influenzerà in seguito tutta la sua produzione.
Ha preso parte a numerosi concorsi conseguendo premi e riconoscimenti; annovera sue opere in Chiese, collezioni private e pubbliche e ha al suo attivo numerose personali.

Galleria fotografica


Mostre personali
2003 - Sassari, Palazzo della Frumentaria, "Antologica"
1997 - Sassari, Palazzo della Provincia Sala di Rappresentanza
1988 - Buddusò, Sala Comunale
1974 - Stintino, premio Donna E. Moratti
1974 - Nuoro, Galleria Il Portico
1973 - Sassari, Il Circolo degli Artisti
1972 - Cagliari, Galleria degli Artisti
1971 - Sassari, Galleria 2D
1965 - Sassari, Galleria Il Cancello

Mostre collettive
2006 - Sidney e Brisbane (Australia), "Pittori italiani in Australia"
1987 - Nuoro, Galleria Il Portico, "Mostra di interesse Regionale"
1974 - Cagliari, Galleria Diaz
1971 - Verona, "Mostra Concorso Omaggio a Segantini"
1970 - Bologna, "Rassegna Pittori Italiani e Jugoslavi"

Premi e riconoscimenti
1997 - Padru, "Concorso Le Isole, 1° premio
1990 - Arzachena, "Concorso Sardegna il mare oltre la spiaggia", 1° premio
1984 - Cagliari, "2° Biennale Internazionale"
1968 - Alghero, "Concorso Nazionale città di Alghero", 1° premio
1968 - Ozieri, "Concorso Perla del Logudoro", 1° premio

Testo critico
"Francesco Becciu appartiene ad una generazione formatasi tra gli anni Cinquanta e i primi Sessanta a ridosso delle esperienze informali, delle quali ha tenuto conto senza identificarvisi; ha attraversato la stagione delle Neoavanguardie senza farsene coinvolgere rimanendo fedele alle ragioni della pittura, in una posizione in qualche modo dialogante con quella della Nuova Figurazione, tendenza che dalla metà degli anni Sessanta riproponeva con varie declinazioni stilistiche una linea di continuità con la tradizione pittorica, nell'intento di opporsi alla ripresa avanguardistica contemporanea, vista come formalistica e disumanizzante. Questo fondo umanistico, di matrice lirico-esistenziale, è appunto ciò che distingue Becciu dai più recenti filoni neopittorici, che si muovono nell'orizzonte della disintegrazione post moderna dell'identità e del soggetto. È così che il citazionismo di Becciu non è mero attingere all'inesauribile repertorio dell'arte del passato per trarne immagini leggere, disancorate da ogni peso ideologico. Il prelievo delle immagini del Museo s'innesta invece, in questo caso, su un sedimento classicista legato alla sua formazione, che rivive in una dimensione nostalgica dell'evocazione dei fantasmi della pittura e della scultura. Una tonalità nostalgica e malinconica che non si annulla quando la citazione è alla seconda potenza, quando, per esempio, il ricordo classico traspare dietro al riferimento all'arte degli anni Trenta, di Funi o di Tamara De Lempicka, né quando lo scavo nella storia disseppellisce, più in la delle presenze classiche, apparizioni arcaiche. Le une e le altre sembrano sul punto di dissolversi in uno spazio indefinito vago e brumoso, sospeso e trasognato, che riesce ad allontanare nel tempo anche i lacerti della contemporaneità che talvolta si fluttuano. L'eredità di Klee, filtrata dall'esempio più recente di Gentiloni, entra in gioco ad assecondare questo perdersi nel tempo che è al centro della ricerca di Becciu"
Giuliana Altea e Marco Magnani, dal testo "Aspetti della figurazione", 1997


elenco completo