Vidèo Anfossi, Il porto

Vidèo Anfossi

Biografia
Artista Pittore Nasce a Le Havre - Francia, il 6 marzo 1933 da Donna Irene Fabiano Del Vasto (discendente da un Papa-martire della gente Fabia, nato nel 236 e morto nel 251 d.C.) e da Francesco Anfossi Quidacciolu (noto Cicito) nipote di Giuseppe Anfossi proveniente da Nizza come da Cfr. AdSSS, atti notarili, Tempio e ville, 1864, voi. IH, n.460, cugino del grande Francesco Ciusa Quidacciolu, scultore nuorese, premiato alla Biennale di Venezia (1907) per l'opera "La madre dell'ucciso".
Il padre Cicito fu il primo maestro di Video Anfossi. Questa è la storia degli avi dell'artista Video Anfossi, questi sono i suoi geni; logico evento, pertanto, che da cotanta ascendenza e progenie dovesse derivare un "uomo, artista, pittore", completo a 360 gradi.
Dopo gli studi all'Istituto d'Arte e all'Accademia del nudo di Brera, Video, giovandosi di profondi studi di ricerca, esordì in pubblico nel 1948 e nel 1951 fu ammesso al Concorso nazionale di pittura-Premio Sassari con le opere "Consummatum est" (esposta nella prima sala) e "Paesaggio" (quinta sala). La commissione, composta da Bartolini, Delogu, Guzzi, Palazzi, Petrucci, Vagnetti, Valsecchi, espressero su di lui un giudizi positivi.
Dice di sé: "Dopo interessati e feconde esperienze in Italia, Francia, Svizzera, Argentina, Austria, e Germania esponendo in varie parti del mondo e la critica espressasi positivamente, svolgo ora la mia attività d'artista prevalentemente a Sassari.
Addentrandomi sempre più nei meandri dell'arte in questi ultimi anni mi sono posto il problema di armonizzare la contenutistica del mio figurativo che sulle tele o con la creta danno nuove emozioni interpretative, nella pittura le vibrazioni cromatiche, la luminosità diffusa, mi servono per dare vitalità virtuale all'oggetto, specialmente dove necessita consistenza, che nelle precedenti ricerche informali la materia mi era, nel crescendo vorticoso, matrice predominante che andava mutandosi in forme cronologiche".
Ottenne l'incarico dell'opera pittorica, dal Presidente Francesco Baule, che finisce di realizzare nell'anno 2002 - metri 3,80 x 6,90 tecnica mista su tele, numero sei telai con supporti di legno affiancati l'uno all'altro da ottenere un discorso unisono raffigurante Tempio e la Gallura, " Epopea del sughero.": trovasi presso il "Centro Convegni della Stazione Sperimentale del Sughero" in Tempio Pausania.
Ed ancora: "Oggi la figura d'immagine costruita ed elaborata nel contenuto pittorico, deve cogliere attraverso il colore unione concettuale. Approfondisco la visione formale per dare risonanza all'apparizione dell'impaginazione oggettiva, armonizzata nello spessore volumetrico d'insieme".

Galleria fotografica


Mostre personali
2006 - Cagliari, Galleria Exmà, "Colori di una terra nel mare"
2004 - Kronberg-Schonberg, Galleria "Kunst"
2003 - Banari (SS), Museo d'Arte Contemporanea FLM "Fondazione Logudoro Meilongu Onlus"
1998 - Klagenfurt (Austria), Galleria "BV-Klagenfurt"
1996 - Sassari, Galleria Teatro Civico, "Idealismi Nelle Strutture Progettuali" a cura Di Anna Sanna
1990 - Berlino, Palazzo dei Congressi
1986 - Sassari, Galleria Sala "Sciuti Mostra Antologica", Amministrazione Provinciale di Sassari
1984 - Viterbo, Galleria Sala Anselmi, "Omaggio a Viterbo", Amministrazione Provinciale di Viterbo
1983 - Roma, Studi Galleria Pittore, Scultore Pascal Papisca
1983 - Milano, Mostra Nazionale alla Galleria La Nuova Sfera, "Incontro d'Arte Milano"

Mostre collettive
1999 - Sassari, Galleria Provincia "Luci e Colori" a cura di Pietro Soddu
1998 - Sassari, Galleria della Provincia sale Sciuti", Cinque artisti" a cura di Pietro Soddu
1986 - Berlino, Galleria Edition Parnasse "Quatro Artisti Sardi"
1984 - Sassari, Palazzo Provincia, "Il Treno. La Stazione"
1984 - Mostra Personale, Galleria Sala “ Anselmi "Omaggio a Vitervbo a cura di Sergio Grossi e Donato Ferzini, inaugurazione Senatore Giovanni Berlinguer
1975 - Parigi, Mostra Internazionale, di Pittura " Centro"
1972 - Cavezzo (Modena), "Noi per il Mondo"
1964 - Ancona, "Mostra Internazionale, "Europa Arte"
1954 - Milano, , Caffè del Corso Garibaldi
1953 - Milano, "Accademia di Brera"

Testo critico
"… abile conoscitore del disegno e dell'impasto cromatico. Anfossi sa ottenere immagini di movimento suggestive, in inquadrature studiate con precisione dove lo spazio pare allargarsi al di là della ristrettezza della tela. Ne consegue una visione che penetra nella fantasia stessa dell'osservatore, rendendo quest'ultimo partecipe di una realtà meravigliosa fatta di luce e di colore. I segni tracciati con violenza, ma resi morbidi nel contesto armonico dell'insieme, offrono le sensazioni più immediate, propongono in contatto spirituale con figure e paesaggi, scene tipicamente focalizzate nell’ambiente stupendo della Sardegna, momenti di poesia.
Anfossi, esperto e maturo artista ormai, sa giungere all'essenziale con un discorso libero da fronzoli e da elementi fatui o decorativi. Da qui una pittura ragionata che fa ragionare, che invita alla contemplazione di una bellezza autentica, quella della natura, con l'aggiunta dell'incanto di valori artistici che Anfossi, con suo pieno merito, riesce a tradurre brillantemente nelle opere".
Lino Lazzari
In Cronaca "L'Eco di Bergamo" alla Galleria "ARS" Bergamo, 16 ottobre 1982

"…Inscrive figure umane in questa sorta di gestualità "corrompe" l'interezza figurativa in una riattivazione funzionale dell'informe pittorico. Figure, si diceva, e paesaggi e nature morte imboccati espressionisticamente, piccatamente ma con consapevolezza. Con efficiente riuscita di rabescante autodettato. È l'ottimo incontro, se si vuole, della tradizione con l'avanguardia".
Mario Portalupi
In cronaca "La Notte" Galleria "Centro Arte Int/le" Milano, 4 maggio 1971

"… ha tutta l'aria di voler coniugare la buona pittura francese della prima metà del secolo con la lezione tutta italiana della scuola di Roma: Bonard più Scipione, per intenderci. Ne salta fuori con una sua organicità una pittura ora di movimento, con un fioretto all'informale, ora di meditazione, sul versante dell'oggettività. I ritratti appaiono – le sue punte di forza, bene giocati come sono soprattutto sullo sguardo forte e mansueto, del tutto introspettivo, dei personaggi. Alcune scene di ambiente, tra dinamismo (le corse dei cavalli) ed il
sentimento dell'attesa."
Felice Ballero
In cronaca "Gazzetta del lunedì" di Genova

"…Le tele, quasi pagine di diario per immagini, sono in genere molto felici per taglio ed equilibrio compositivo: il linguaggio dell'artista sassarese, col suo cromatismo emozionale, il lirismo acceso di fervida gestualità, sembra persino divenire più intenso nella dimensione ridotta. Accostati a gruppi contro un fondo bianco, questi brani di pittura richiamano nel loro ritmico disporti, nei soliti rimandi che li accomunano, la forma musicale del tema con variazioni.
Del resto tutta la pittura di Anfossi tende in effetti, nel rapporto con le emozioni, le sensazioni provocate dal reale, a ritrovare nell'immagine la concretezza e l'astrazione tipiche dell'espressione musicale".
Marco Magnani
In cronaca "La Nuova" Impegno sociale Sassari, 14 dicembre 1996

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