BiografiaGemma Tardini nasce a Sant'Antioco nel 1947. Si avvicina all'arte nel 1977 frequentando laboratori privati di discipline pittoriche e seguendo corsi di storia dell'arte. Esordisce in ambito pittorico, con uno stile neo espressionista ricco di colori pastosi e un forte senso plastico determinante per la creazione delle sculture e le installazioni che hanno caratterizzato e ancora distinguono la ricca produzione artistica. Pittura e scultura costituiscono la parte integrante del lavoro plastico che, nel percorso della Tardini, è riscontrabile sin dalle piccole tele dei "sette vizi capitali" donati dalla Fondazione Bartoli Felter al Palazzo dei Congressi a Roma (1998), sia nella serie installativa delle torri, nei libri e nelle opere dedicate alle bimbe dipinte su tela. "Non ingannano le sembianze infantili, sono immagini mute create dalla forza del pensiero che ha catturato e fatto suoi quei frammenti di passato e ha voluto dar loro un'esistenza nel presente. Apparentemente vagano senza una meta, in realtà sanno già dove andranno. Il volto bianco, gli occhi grandi e scuri, tengono in mano un palloncino, scrivono alla lavagna o semplicemente camminano ma nel loro candido visino non compare un accenno di sorriso, né una smorfia di dolore. Solo gli occhi, simili a profonde e oscure cavità, pieni di consapevolezza, sono capaci di trasmettere la vita, passata, presente e futura".
Altra tappa fondamentale del suo percorso sono le opere con i fiori, "di tessuto leggero, rampicanti che si abbarbicano al muro di tela per vivere una vita, purtroppo, difficile. Sono fiori, figli della terra, coltivati, curati, amati: uccisi con violente forbiciate. Sono la metafora dell'uomo che alleva i suoi figli per mandarli alle guerre, per farli morire con l'inquinamento del consumismo e dell'egoismo". Il primo fiore è sbocciato il 25 aprile 2005 "Mille papaveri rossi" dedicato alla Liberazione, poi la costruzione floreale "riflessione", installazione concepita per la mostra collettiva Insediamenti e l'ultimo allestimento presentato alla Saf, la Fiera espositiva al Lido di Cagliari.
Dal 1994 collabora per l'organizzazione di mostre d'arte contemporanea presso spazi pubblici e privati. Attiva nella mail art sopratutto con il Free dog Club, ha partecipato a diversi simposi nazionali ed internazionali e attualmente vive e lavora a Cagliari.
Galleria fotografica
Mostre personali2007 - Cagliari, galleria (in)visibile, "Caducità".
2005 - Cagliari, galleria La Bacheca, "Passato remoto più che perfetto", a cura di Erica Olmetto
2000 - Varallo, Simposio, "Interazioni", cura di Marisa Cortese
1999 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "La buona novella", a cura di Massimiliano Sanna e Paolo Sorbello
1994 - Galleria La Bacheca, "Le donne del soldato", a cura di Primo Pantoli
Mostre collettive2006 - Solarussa, Casa Sanna, "Inloco, l'arte corre sul fiume", a cura di Ivo Serafino Fenu
2006 - Cagliari, Galleria G28, "Sguardi d'autore"
2006 - Cagliari, Il Lido, "Sardegna Arte Fiera"
2006 - Sadali, "Box Art A", a cura di Erica Olmetto
2006 - Cabras, Torre di San Giovanni di Sinis, "Zona franca"
2006 - Oristano, Torregrande, "In-sedia-menti", a cura di Erica Olmetto
2006 - Cagliari, Palazzo Marini, "10 anni G28, 1996-2006"
2006 - Cagliari, Cittadella dei Musei, "25 aprile festa della liberazione"
2005 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Zone Parallele", a cura di Roberta Vanali
2005 - Cagliari, Consiglio Regionale, "25 aprile festa della liberazione"
Testo critico"Fiori e non solo
Quadri e non solo, infatti, i ricchi fiori di un rampicante sono piccole sculture che parlano raccontando la forza dell'esistere, sino a quando un soffio di vento non porterà via i petali. Sono fiori, di tessuto leggero, rampicanti che si abbarbicano al muro di tela per vivere una vita, purtroppo, difficile. Sono fiori, figli della terra, coltivati, curati, amati: uccisi con violente forbiciate.
Sono la metafora dell'uomo che alleva i suoi figli per mandarli alle guerre, per farli morire con l'inquinamento del consumismo e dell'egoismo. Tutto deve essere fatto con cura ma i fiori messi in ordine perfetto, innaturale, si ribellano e lasciano cadere i loro petali dissidenti: creativi e… di morte. La Tardini usa pochi colori in queste pittosculture serene all'apparenza. È osservando con attenzione che si scopre la drammaticità dell'esistere su questa terra impazzita."
Federica Murgia
BibliografiaP. Pais, "Trenta giorni in galleria", in
Sardegna Oltre, febbraio 1994;
A. Janin, "Se l'avanguardia artistica ragiona con la tela sul tema del riciclaggio", in
L'Unione Sarda, giugno 1997;
Piazza Eleonora '97, catalogo della mostra, Oristano 1997;
Il riscatto della lattina Recycling Art, a cura di B. Talpo, catalogo della mostra, Roma 1998;
I. Medda, "Il grande tempor(e)ale di Gemma Tardini", in
Informart magazine, giugno 1999;
Mostra itinerante Trenino dell'arte, a cura di A. Ledda, Serramanna 2001;
Intersezioni, a cura di M. Cortese e D. Degaudenzi, catalogo della mostra, Varallo 2003;
A. Menesini, "Venti artisti europei dipingono insieme e fanno una mostra", in
L'Unione Sarda, settembre 2004;
Mail art. Le sembianze anatomiche sono una variabile…, catalogo della mostra, Bagheria 2004;
25 aprile sessantesimo anniversario, a cura di A. Janin, catalogo della mostra, Cagliari 2005
European artists Symposium, a cura di G. F. Brandner, catalogo della mostra, Bochum 2005;
F. Mulas, "La libertà scorre sulle tele", in
Il giornale di Sardegna, maggio 2005;
S. Atzeni, "Tardini e Casula a Zone Parallele", in
L'Unione Sarda, maggio 2005;
F. Mulas, "Suggestioni di bambina", in
Il giornale di Sardegna, gennaio 2006;
A. Menesini, "Se la trasgressione ha la forma di una sedia", in
L'Unione Sarda, settembre 2006;
F. Mulas, "Piccola e piccola è l'arte", in
Il giornale di Sardegna, ottobre 2006;
InLoco l'arte corre sul fiume, a cura di I. S. Fenu, catalogo della mostra, Solarussa 2006.