Anna Saba, Marmo, 2004

Anna Saba

Biografia
Anna Saba cerca di mutare le durezze dei graniti di Guspini,
dove è nata, con gli avvolgenti biancori dei marmi delle Apuane, dove il Nonno scultore ha lasciato tracce che non sono incise solo da uno scalpello di ferro.
Sue opere in esposizioni permanenti si trovano a Nuoro (2002, MAN, Senza titolo, trachite), Cagliari (1999, Orto Botanico, Bocca, trachite), Villanovaforru (1998, Museo Archeologico, Pitagora, ardesie), Monserrato (1996, Cittadella Universitaria, MutAzione, trachite), Dakar (1996, Medina, A sphere for the museum, bronzo).

Galleria fotografica


Mostre personali
2004 - Cagliari, Cittadella dei Musei, "Mater Materia"
2001 - Cagliari, Orto Botanico, "Percorsi vitali"
2000 - Milano, Galleria Bertolt Brecht, "Il corpo del reato"
1998 - Villanovaforru, Museo Archeologico, "Animalia"
1997 - Cagliari, Galleria Man Ray, "FrammentAzioni"
1992 - Cagliari, Galleria Acropolis, "Sculture"
1983 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Opere"

Mostre collettive
2006 - Cagliari, La vetreria, "Art&Scienza"
2006 - Roma, La Sapienza, "Mangiando l'arte", con Plexus
2006 - New York, St. Mark in the Bowery, "Eat Art", con Plexus
2006 - Barcelona, Alimentaria, "Eat Art", con Plexus
2005 - Domus de Maria, "Intersezioni"
2004 - Australia, "Blue Mountains", con Plexus
2003 - Verbania, Libri d'artista, "LiberAzione 2"
2002 - New Orleans, Visual Arts Centre, "Back to the present", con le Mutanti
2002 - Chicago, Istituto Italiano di Cultura, "Back to the present", con le Mutanti
2002 - Dorgali, Museo Civico, "Ancamarogas", con le Mutanti
2001 - Spoleto, Palazzo Collicola, "C'era una volta…"

Testo critico
"Il materiale più nobile per dare vita ad una creazione artistica è stato, sin dai tempi più remoti, il marmo. Ci ha lasciato grandi statue di personaggi così eternati, ha decorato edifici ufficiali dando ad essi un tono di solennità e al tempo stesso di attrattiva, ha assecondato le mani creatrici dello scultore, non per cedevolezza, ma per suggerirgli con la sua dura superficie e la sua forma motivi nuovi, spesso arditi, ma sempre consoni con l'opera che prendeva forma.
Questo ultimo aspetto ha guidato e guida la mano e lo scalpello di Anna Saba, artista che mentre lavora cerca e intuisce le proprietà della materia, sfrutta i caratteri morfologici dei blocchi di marmo come le giungono dalle cave, il loro colore, ne asseconda il modellato, individuandone la vitalità intrinseca e facendone emergere, con la forza del levare, le nascoste forme archetipe e misteriose. Interviene sulle superfici ruvide e increspate modellandole con una varietà di effetti che possono svilupparsi in sottili segni grafici o provocare magmatici movimenti. La materia sembra allora espandersi per fenomeni geologici, evidenziando l'attenzione dell'artista nei confronti dei processi naturali di vera e propria morfogenesi, ma anche la sua forte sensibilità che le permette di non reprimere gli impulsi della sua immaginazione creatrice. Talvolta le sculture, soprattutto quelle di piccolo formato, sembrano meditazioni scaturite da più naturalistiche suggestioni: ossa, conchiglie, foglie, ciottoli, rocce erose dalle acque e dal vento, fossili. Anche in esse, però, c'è in nuce la tensione alla scultura in scala monumentale, tensione che nasce da un'esigenza di Anna Saba di confrontarsi con la forza e la grandezza del blocco marmoreo, soprattutto nelle ultime e impegnate realizzazioni che, per struttura e dimensioni, implicano il concetto architettonico."
Maria Luisa Frongia

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