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Gianni Nieddu

Gianni Nieddu, Per altri lidi, 2001, installazione Gianni Nieddu, Per altri lidi, 2001, installazione
Biografia
Nasce nel 1957 ad Alghero dove vive e lavora. Laureato in Giurisprudenza a Sassari, si accosta alle arti visive negli anni Ottanta. Affianca alla produzione pittorica quella di natura installativa.
Si è occupato di illustrazione nel campo dell'editoria, ha disegnato le copertine di libri di poesia e teatro.
Ha curato l'immagine coordinata per Trevisosta: campagna di riorganizzazione della sosta nel centro storico, commissionatagli dall'azienda municipalizzata del Comune veneto.
Sono sue le immagini delle scenografie dei concerti di Stefano Bollani Quintetto e Beppe Servillo nel Trio G.S.M., nell'edizione 2006 di Time in Jazz, Berchidda.
Nel 2004 apre nel centro storico di Alghero lo spazio espositivo no profit "Bonaire Contemporanea".

Galleria fotografica
  • Gianni Nieddu, Lavagna, 1998
  • Gianni Nieddu, Indice di pollice, 2000
  • Gianni Nieddu, Per altri lidi, 2001, installazione
  • Gianni Nieddu, Sans papiers, 2002
  • Gianni Nieddu, Cibo, 2003
  • Gianni Nieddu, Rotolino,  2002
  • Gianni Nieddu, La mia classe, 2003



Mostre personali

2008 - Alghero, Pianissimo, refettorio
2006 - Alghero, Blublauer spazio arte, "Pullman, rassegna Dialosien Siresien", a cura di Valerio Dehò
2005 - Alghero, Bonaire contemporanea, "Superstiti"
2004 - Alghero, Bonaire contemporanea, "Nati nel Duemilaquattro"
2003 - Alghero, scuola Sacro Cuore, "Banchi di Scuola"
2003 - Alghero, Villa Las Tronas
2002 - Alghero, Torre di Porta Terra, "Sans papiers"
1993 - Alghero, Obra Cultural
1991 - Alghero, Torre di Porta Terra

Mostre collettive
2008 - Villanova Monteleone, Sa Domo Manna, I racconti di Nino, Autobus, Pollets, a cura di Sonia Borsato
2007 - Sassari, palazzo Segni, Dialosien siresien Pullman
2007 - Villanova Monteleone, Sa Domo Manna, Piccolo Atlante della Sardegna
2007 - Carbonia, Biblioteca Comunale, Piccolo Atlante della Sardegna
2006 - Cagliari, Fortezza di san Michele, "Il fuoco di Abramo", a cura di Mariolina Cosseddu
2006 - Berchidda, Piazza Del Popolo, Time in jazz, "Arte tra le Note, scenografia d'artista"; Casa Meloni, "Dishes", a cura di Giannella Demuro
2006 - Cagliari, Studio 20, "Start", a cura di Roberta Vanali
2005 - Cagliari, Cittadella dei Musei, Centro Man Ray, "Stanze 2005. Identità in prestito", a cura di Ivo Serafino Fenu
2002 - Cagliari, Centro Man Ray, "Stanze. Genius loci", a cura di Alessandra Menesini
2002 - Berchidda, Time in jazz, "Operambigua", a cura di Mariolina Cosseddu
2001 - Quartu Sant'Elena, Casa Olla, Centro Culturale Man Ray, "Attraversamenti, una generazione di mezzo", a cura di Mariolina Cosseddu
2000 - Tortolì, Su Logu de s'Iscultura, "Toys story", a cura di Maurizio Sciaccaluga
2000 - Tortolì, Su Logu de s'Iscultura, "Sardinia Felix", a cura di Edoardo Manzoni
1999 - Nuoro, Nuovi Parcheggi di Piazza Vittorio Emanuele, "Divieto di sosta", a cura di Giuliana Altea e Marco Magnani
1999 - Sassari, Maseddu, Atlante, Geografia e Storia della Giovane Arte italiana, a cura di Giuliana Altea e Marco Magnani
1995 - S. Gimignano, Galleria Gagliardi, Lapis

Testo critico
"Gianni Nieddu. Anno di nascita: 1957. Vive e lavora ad Alghero. Segni particolari: (mcm). Un incipit da questura e la sigla che convenzionalmente indica in algebra il minimo comune multiplo definiscono in modo sintetico e preciso la qualità poetica dell’opera dell’artista. Una sottile paranoia classificatoria da casellario giudiziario sembra percorrere, infatti, ogni sua creazione e i singoli termini, “minimo”, “comune” e “multiplo”, definiscono aspetti determinanti del suo lavoro. Nieddu sceglie una categoria ben circoscritta di oggetti, per lo più articoli da cartoleria o fogli di quaderno di piccolo formato spesso schizzati con un segno veloce, spezzato e “antigrazioso”. È la dimensione anzidetta del “minimo”, in una ricerca poco eclatante e antiretorica, classificabile anche nella categoria del “comune”. Ma l’opera finale si carica di senso in quella del “multiplo” ove i singoli oggetti divengono morfemi di un linguaggio materiale e di una grammatica musicale finalizzata a dare un senso poeticamente compiuto a quei frammenti di realtà, spesso inquietanti a dispetto della loro apparente innocuità. Così, come un perfido entomologo, l’artista allestisce i suoi “teatrini dell’assurdo”, vere e proprie trappole visive ordite da chi prova piacere a infilzare gli insetti che colleziona e si diverte a suggerirci che, probabilmente, i poveri insetti trafitti e ordinatamente classificati siamo noi, nella nostra individualità e nel nostro essere animali sociali."
Ivo Serafino Fenu


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