Gianfranco Pintus, Senza titolo, 2003

Gianfranco Pintus

Biografia
Gianfranco Pintus è nato a Sassari nel 1953. Si forma all'Accademia di Firenze, sotto l'egida di artisti del calibro di Afro e Concetto Pozzati. Fin dall'infanzia frequenta la bottega artigiana del nonno materno Giovanni Pulli, nella vecchia Sassari, spinto già allora da una passione per l'antico, "la materia", il primitivo.
Negli anni Ottanta ha condiviso criticamente il clima transavanguardistico e il relativo recupero della pittura come medium privilegiato.
Attualmente vive e lavora a Cagliari.

Galleria fotografica


Mostre personali
2003 - Bosa (Nu), Casa Deriu, "Costa 'e Casteddu"
2002 - Cagliari, Piazza San Sepolcro, installazione "Oro Incenso e Mirra"
2001 - Cagliari, Centro Culturale Spazio Pirandello, "5-4-3-2-1"
2000 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "Stanze"
1998 - Cagliari, Orto Botanico, installazione "Hortus Artis. Natura e Artificio"
1998 - Bellinzona (Svizzera), "Incontri di fotografia"
1993 - Cagliari, Galleria Comunale D'Arte, "Per l'Arte in Sardegna"
1978 - Firenze, Galleria Zona, "Per conoscenza"

Mostre collettive
2003 - Pula (Ca), Casa Frau, "15 Artisti per S. Efisio"
2003 - Berchidda (Ss), Museo del Vino, "Time in Jazz. Segno Suono Parola"
2000 - Sassari, Padiglione dell'Artigianato E. Tavolara, "100 Anni di Ceramica"
Bosa (Nu) Casa Deriu, "Elementi Naturali. Pierta Legno Terra"
Cagliari - Associazione Culturale Intergrafica, "Le Nuvole"
1994 - Cagliari, Palazzo d'Inverno, "Ars Brevis. Dalla differenza alla diffidenza. Frammenti di gesti cultaurali di una città
1990 - Cagliari, Fiera Campionaria, "Arte inutile"
Gavoi (Nu), Casa Lai, "Identità e Traiettorie"
1977 - Ottawa (Canada), Gallerie Nationale du Canada, "03 23 03 Premier Rencontre International d'Art Contemporain"
1974 - Napoli, "Giovani Artisti dell'Accademia di Firenze a..."

Testo critico
"Gianfranco Pintus è, al contempo e senza contraddizione, pittore puro e artista concettuale.
Formatosi all'Accademia di Firenze, sotto l'egida di artisti del calibro di Afro e Concetto Pozzati, negli anni Ottanta ha condiviso criticamente il clima transavanguardistico e il relativo recupero della pittura come medium privilegiato. Di quella tempererie culturale ha filtrato gli eccessi prosciugandoli dall’enfasi barocca e dalle ridondanze espressionistiche che li caratterizzava.
È l'approdo a una prassi pittorica quanto mai meditata, tecnicamente ineccepibile, rigorosamente misurata e concettualmente complessa. Invertendo il consueto rapporto tra spettatore e opera d’arte ed esasperando al massimo il ruolo dello sprecher – recuperato dalla tradizione rinascimentale-manieristica e memore, forse, dei suoi trascorsi fiorentini –, crea universi paralleli nei quali vortici di sguardi, ammiccanti e seducenti, imbrigliano e imbarazzano chi guarda. Una geometria silenziosa governa gli spazi caleidoscopici, a moltiplicare gli occhi per un solo, ipnotico sguardo.
Ma tale rigore, tale misurato virtuosismo non è finalizzato a creare certezze quanto, semmai, ambiguità visive e pluralità di significati. L'artista trasfigura, potenziandoli, i sofismi visivi di Escher e i raggelati harem di Ingres attraverso una sensualità allusiva e morbosa. I tondi o, comunque, le tele di Pintus, sono percorse da moti circolari e sono intrise di una simbologia sessuale che fonde maschile e femminile in un intricato groviglio psicanalitico. Quelle parti di viso rimandano ad altro, hanno un ché di organico e pulsante: «occhi divenuti vulcani, cigli slabbrati dalla veglia» ma, anche, orifizi, vagine e falli, di un erotismo allo stesso tempo primigenio, estenuato ed estenuante."
Ivo Serafino Fenu

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