Luisanna Atzei, Autoritratto, 2001

Luisanna Atzei

Biografia
È nata a Cagliari il 29 Giugno 1954. Diplomata al Liceo Artistico di Cagliari, ha sempre affidato al disegno un ruolo preminente nella propria creatività.
Negli anni successivi alla Maturità Artistica esegue numerosi disegni, schizzi, ritratti (anche su commissione) realizzati con tecniche tradizionali quali: matite, pastelli, pastelli a olio, china, sanguigna e carboncino.
Negli anni '80 la sua ricerca si estende nell'ambito della pittura a olio.

Galleria fotografica


Mostre personali
2001 - Villanovaforru, Museo Genna Maria, "Autoritratti dell'invisibile"
2000 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "Percezioni"
1997 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "Oltre decise tracce"

Mostre collettive
2005 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "1995-2005"
2004 - Macomer, 4° Mostra Regionale del libro in Sardegna, "Il segno nel libro"
2003 - Cagliari, Centro Universitario San Michele, "Meditazione e l'arte"
2003 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "La trama e l'oltre"
2001 - Cagliari, Galleria d'arte La bacheca, "Ri-Percorsi"
2001 - Cagliari, Galleria d'arte La bacheca, "Trenino dell'arte", 32 Artisti intervengono su un cassetto topografico
1999 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "Giocattoli d'artista"
1996 - Cagliari, Centro Culturale Man Ray, "Per Naitza"
1994 - Cagliari, Galleria d'arte La bacheca, "Ritratto e autoritratto"
1992 - Cagliari, Sala mostre della Cittadella dei Musei, "Festival delle arti in Sardegna"

Testo critico
"[...] inizia così, da questa consapevolezza, da questa crescita interiore, il viaggio tra realtà e pittura dell'Atzei. Il suo occhio assoluto ha cercato, sin dall'inizio, un modo per non tradire quel mondo, quella sicurezza visiva prima ancora che esistenziale. Il risultato non poteva che essere ascritto allora a quell'iperrealismo fitto di confronti storici ma che appare sempre capace di rinnovarsi, nel continuo stupore che sa provocare in chi osserva. Questa lente grandangolare che inquadra stanze, momenti, stagioni della vita inizia proprio dove finisce il suo più didascalico rapporto con la realtà: nello scarto fra il momento rappresentato e il sentimento di inquietudine cui da luogo si gioca tutta la magia e il senso di queste opere [...] l'atmosfera è così reale che diventa metafisica, anche per via di un'emanazione luministica che tende ad enfatizzare ancora di più i colori della mente piuttosto che quelle della realtà. Ciò che ci appare è ciò che in realtà noi possiamo vedere di noi: dal nostro busto in poi [...]"
Raffaella Venturi


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