Rosanna Rossi, Opere rosa, 2006

Rosanna Rossi

Biografia
Nata nel 1937 a Cagliari dove vive e lavora come docente al liceo artistico dal 1968 al 1983.
Ha insegnato in vari corsi di specializzazione e dal 1984 al 1990 all'Istituto Europeo di Design.

Galleria fotografica


Mostre personali
2002 - Tortolì, Su logu de s'iscultura, "materia - memoria"
2002 - Heuvelland, Podium-De Queeste, "incontri", xilografie
2000 - Berchidda, Rosa, Rosae, "Declinazione al femminile"
2000 - Spazio Cagliari, Pirandello "Bituminose"
2000 - Cagliari, San Saturnino - Centro Sardo Studi E Ricerche - Installazioni nello spazio, "Gerusalemme - filo spinato e pietre"
1999 - Cagliari, Centro Man Ray, "Stanze"
1997 - Tortolì (NU), Su Logu de S'Iscultura, "Isola e Arcipelaghi"
1996 - Cagliari, Laboratorio Raku - "Il mare di ferro"
1988 - Suzzara, Galleria Comunale d'Arte Moderna
1987 - Cagliari, Galleria Arte Duchamp

Mostre collettive
2007 - Cagliari, Centro Comunale d'Arte e Cultura Exma', "I colori dell'estasi"
2006 - Siena, Palazzo delle Papesse, "D'ombra"
2006 - Nuoro, Man, "D'ombra"
2002 - Aosta, Museo archeologico, "Glassway, le stanze del vetro"
2001 - Lecco, Linea retta da Lecco a Tortolì
2001 - Madrid, Estampa, "Sardegna isola laboratorio"
2000 - Madrid, Estampa, "Sardegna: tracce del tempo/intrusioni e disturbi"
1998 - Villanova Monteleone (SS) "Un palazzo x la cultura"
1998 - Orani (NU), "Omaggio a Nivola"
1998 - Cagliari, Cripta di S. Domenico "Immaginesegnogestomovimentosuono"

Testo critico
"Mare di ferro"
"Anemoni di mare" e "Mare di ferro", realizzati con pagliette d'acciaio, sono gli ossimiri ultimi cui ha lavorato Rosanna Rossi. L'ossimoro - dal greco oxymoros, acuto sotto sembianze di illogicità - e, come sappiamo, una figura retorica, un'antitesi nella quale si accostano parole e concetti di senso opposto che sembrano escludersi l'un l'altro. [...]Lavorare con le mani, oggi, è un atto di umiltà perversa. Rossi, con l'alacrità continua delle mani e del cervello, con un mite furore tutto di testa, pratica il bricolage intellettuale di chi non è pago dell'ambiente com'è e sogna di cambiarlo. Rifare il mare, e i suoi anemoni, è voler rifare il mondo. Anarchica e utopizzante Rossi. Quindi infantile, irritante, testarda. Come ogni artista inventa - tutto è stato inventato e tutto si reinventa - oggetti dal senso anche totemico per spettatori improbabili o impossibili. Talvolta presuppone anche l'assenza di spettatori. Certo, imperfetto è il colloquio di chi inventa con i contemporanei...il "mare di ferro" può essere inintellegibile a molti perchè allude a eventi accaduti tra due secoli.
Lea Vergine

"Rosanna Rossi. Archetipi e scarti. Testimonianze di un percorso esclusivo".
Tra i molteplici interessi che Rosanna Rossi ha nutrito nel suo percorso artistico, la ricerca d'identità della pittura è forse quello più persistente, ossessivo e ancora aperto a ulteriori verifiche in relazione allo spazio ambientale. Ne è testimonianza questa calibrata e rigorosa messa in scena di opere giocate sulla dialettica dello scarto e dell'archetipo, termini che provengono da una struttura di lavoro che da sempre l'artista frequenta sul filo delle stratificazioni, dei nascondimenti e delle rivelazioni della luce, direttamente esplorata nel corpo del colore. L'archetipo è per Rosanna Rossi un concetto strutturale legato alla natura dei materiali e ai loro processi di trasformazione, per esempio alle caratteristiche del legno e alle forme collegate alla sua morfologia. [...]
Claudio Cerritelli

"l'Incontro"
[...]Evidentemente ha agito su di lei un'esigenza di riduzione e di concentrazione che caratterizza molta arte contemporanea, una specie di severa riabilitazione del metodo e della funzionalità, contro l'espressione e la soggettività, ma ancora una volta questa deciisione di economizzare i mezzi e approfondirne le possibilità è stata stimolata più che dal prelievo di un momento didattico, da una suggestione di linguaggio di tipo affettivo: la conoscenza di certi esiti del post-informale americano. I risultati di questa ricerca sono sorprendentemente densi di possibilità di lettura e di ulteriori declinazioni, il discorso dall'un quadro all'altro presenta una continuità di variazioni e di costanti che li fanno leggere come una stesura ritmica del colore nello spazio, e più che la corposità materica degli americani finiamo col ritrovarvi ancora l'esaltazione dei valori colore - luce del cubismo orfico. [...]
Marisa Volpi Orlandini

"Le bande colorate di Rosanna Rossi"
[...]Ma, se vogliamo poi, indagare un pò più a fondo quest'opera, inserendola in quella che è l'attuale stagione artistica, ci sarà facile constatare come la pittrice abbia saputo, in queste sue ultime creazioni, liberarsi da quella che, ancora alcuni anni or sono, era una vene pittorica densa di ricordi figurali e poi informali, e giungere, con un tirocinio severo di autocontrollo costante, ad una produzione quanto mai distillata ed essenziale che non ha nulla da invidiare a certe rcenti esperienze italiane di oltreoceano, nelle quali è stato ritrovato un interesse per il rapporto cromatico, per la calibratura timbrica, per la valorizzazione degli spazi "vuoti"; così come in certe musiche di Webern e dei postweberniani, sono valorizzati e resi attivi i vuoti intervalli delle pause silenziose, altrettanto se non più delle costellazioni sonore che li circoscrivono e li delimitano.
Gillo Dorfles

Bibliografia
P. Cherchi, Incontro Marisa Volpi Orlandini catalogo mostra Galleria, ivi, 1973;
Gillo Dorfles, Galleria Bon-à-tirer, catalogo mostra, Milano, 1974;
Gillo Dorfles, Galleria Il Segno, catalogo mostra, Roma, 1974;
A. M. Janin, in catalogo mostra L'autre face de l'art en Sardaigne, Parigi, 1982;
R. Bossaglia, Attraversamento su Gustav Klimt, catalogo mostra, 1983;
A. M. Janin, Catalogo Cagliari 88, Cagliari, 1988;
F. Menna, in Segni d'autore, catalogo Mazzotta;
L. Vergine in L'Arte in gioco, Garzanti, 1988;
V. Fagone, Cat. mostra Isola - Isole - Capo D'Orlando, 1988;
L. Vergine, in Arte, Mondadori, 1991;
A.M. Janin, Memoria come necessità, Art Duchamp, 1993;
L. Vergine, presentazione mostra personale Mare di Ferro, Cagliari, 1996;
Anna Maria Janin, Rosanna Rossi, "Quando emozione e passione diventano appunti di viaggio" L'Unione Sarda, 2000;
Lea Vergine, Ininterrotti transiti, Rizzoli, 2002;
G. Murtas, Il linguaggio della pittura, Ziqqurat, 2002;
M. Sciaccaluga, Glassway, catalogo, Skira, 2002;
R. Venturi, "Piazza d'arte", in L'Unione Sarda, 2002.


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