Mirella Mibelli, Senza titolo, 1982

Mirella Mibelli

Nasce ad Olbia (SS) il 18 aprile del 1937.
Diplomata a Roma presso l'Istituto d'arte Zileri, ha frequentato nel 1958 a Salisburgo la Scuola del vedere diretta da Oskar Kokoschka presso la Sommerakademie fur Bildende Kunst.
Ha frequentato inoltre: un corso di calcografia a Cagliari, un corso di xilografia, un corso di litografia e un corso di tecniche antiche d'incisione a Urbino, il corso di pittura diretto da Jorg Immendorff presso la Sommeracademie fur Bildende Kunst di Salisburgo e il 1° e 2° "Stage Avanzato d'Incisione" a Cagliari curato Enk De Kramer.
Ha insegnato dal 1968 al 1996 Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Cagliari.
Pur continuando a utilizzare le tecniche tradizionali quali l'olio e la tempera ha ben presto prediletto l'acquerello, cercando e trovando risultati assolutamente originali sia nel campo del figurativo che dell'astrattismo. Negli ultimi anni la sua ricerca ha abbracciato tutte le tecniche d'incisione come la xilografia, la calcografia, la lithografia e la serigrafia utilizzando anche materiali inconsueti come le superfici di plexiglass.
Nell'ambito di un intervento di riqualificazione urbana del Comune di Quartu Sant'Elena, il progetto "Intervento su muro cieco" ha avuto come proposito la valorizzazione della facciata cieca di una palazzina nella piazza XXV Aprile. L'opera è stata realizzata su una superficie di circa 100 mq utilizzando materiali di recupero quali i rottami di laterizi e il ferrovecchio.

Galleria fotografica


Mostre personali
1995 - Cagliari, Galleria Man Ray
1994 - Olbia, Galleria del Cervo
1989 - Cagliari, Galleria Comunale
1987 - Cagliari, Stamperia l'Aquilone, "Incisioni all'acquaforte e all'acquatinta"
1987 - Cagliari, "Tre Giorni a casa di Mirella Mibelli"
1984 - Bergamo, Galleria 9 Colonne, Organizzazione d'ARS
1982 - Cagliari, Stamperia l'Aquilone
1979 - Nuoro, Galleria Il Portico
1977 - Cagliari, Galleria La Bacheca
1970 - Cagliari, Galleria Dattena

Mostre collettive
1998 - Cagliari, Show room I.S.O.L.A., "Quarto Cofanetto d'Arte"
1998 - Cagliari, Exmà, "Spaventapasseri d'artista. Segni e Sogni"
1998 - Cagliari, Giardino della Provincia, "Emozioni nel giardino. Composizioni floreali su dipinti"
1998 - Cagliari, Università degli Studi, "Hortus Artis. Natura e Artificio"
1997 - Cagliari, Exmà, "Segno e Sperimentazione"
1996 - Selargius, Biblioteca Comunale, "Omaggio a Salvatore Naitza"
1995 - Cagliari, Galleria Comunale d'Arte, "L'Artistico e i suoi artisti"
1992 - Cagliari, Cittadella dei Musei, "Festival degli Artisti Sardi"
1991 - Cagliari, Gabinetto delle Stampe dell'Università, Settimana della Cultura "Incisioni"
1990 - Cagliari, Galleria Comunale d'Arte, "Gli artisti nelle collezioni civiche del '900"

Testo critico
"Perché di rosso fuoco e acqua verde sono fatte le sue sillabe". Le sillabe di Mirella Mibelli sono le pennellate dei suoi acquerelli, e il rosso fuoco e il verde acqua due fra le componenti cromatiche dominanti. In questo verso di Pablo Neruda, c'è tutto il senso della ricerca che Mirella Mibelli porta avanti da quando fece l'incontro, a Salisburgo, con Oskar Kokoschka e la sua "scuola del vedere". Questa esperienza, intrapresa dopo avere condotto gli studi all'Istituto d'Arte di Roma, ha offerto alla Mibelli l'opportunità di capire a fondo il linguaggio dell'acquerello, di poterlo fare suo per riporvi l'emozione del proprio sguardo sul mondo. La lezione è stata quella di imparare a cogliere l'attimo, proprio come nella vita per Orazio. «Kokoschka insisteva, dice Mirella, che si fermasse l'istante con una pennellata precisa quanto definitiva: il margine per l'indugio doveva essere assolutamente eliminato in una tecnica che chiede di trasmettere, in ogni singolo tocco, il tremito vibrante della vita che pulsa. Per questo i modelli che Kokoschka proponeva ai suoi allievi erano sempre in movimento, mimavano azioni precise». Per questo il movimento, assieme al colore, diviene, negli acquerelli di Mirella Mibelli, un elemento di forte impatto: i blu sono chiari quando emergono dalla tela, scuri quando sprofondano negli abissi del mare o della mente. E così per i verdi, gli aranci, i rossi, colori di una natura che non smette mai di vivere e di far sentire.
È interessante vedere come si ritrovino immutati, dal grande al piccolo formato, quei valori cromatici e di dinamismo interno che nei grandi acquerelli sembrano prorompere grazie anche alle dimensioni delle tele. Nei lavori piccoli è come se il colore, compresso dalla limitatezza dell'area a disposizione, ne superasse il limite fisico per diventare assoluto, rispondendo solo all'esigenza della sua natura-di acquerello-mutevole e sempre in divenire. Ciò che Mirella Mibelli descrive è capace di dare emozioni a chi sa cogliere, della vita, l'appagamento estetico dell'attimo, la risposta ermetica al senso del colore, e quindi, del creare."
Raffaella Venturi


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