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Gianni Atzeni

Gianni Atzeni, Stratificazioni 2, 2006 Gianni Atzeni, Stratificazioni 2, 2006
Biografia
Nasce a Cagliari il 17 marzo del 1947. Il suo percorso artistico ha inizio nel 1976, quando il forte interesse per le arti visive lo spinge ad approfondire i vari aspetti propri della pratica pittorica e grafica. Ha seguito vari corsi e stages di incisione. Dopo essersi impadronito della materia ha avviato anche l'attività didattica e continua a svolgere seminari di tecniche incisorie sia nel suo studio sia nelle aule dell'Università di Cagliari, su richiesta della Prof.ssa Scano Naitza.
Dal 1983 al 1986 Gianni Atzeni si lega a una delle esperienze più significative che la Sardegna abbia conosciuto, la rivista Thélema ideata da Luigi Mazzarelli, personalità di notevoli doti sul piano creativo critico e teorico.
Nel 1984, realizza un lavoro che lo ha portato verso un territorio dove la gestualità si impadronisce del suo fare culminando, una sua ricerca teorico/pratica sulle costanti di riferimento e le loro contraddizioni sulla quadrangolarità del campo, con una mostra di 60 incisioni che viene presentata in galleria dal Prof. Salvatore Naitza.
Nel 1986 apre il PoliArtStudio e qui la ricerca calcografica lo porta ad adoperare tanti materiali. I metalli diventano ormai essenziali nel suo fare. Ma riaffronta, poi, anche la pittura con una maggiore maturità e consapevolezza. Realizza lavori polimaterici e tele di grande formato. Gli ultimi lavori calcografici, infatti, sono figli di un itinerario che ha animato l'artista ad intraprendere una sorta di sfida basata sull'impiego di un nuovo metallo al posto delle usuali matrici calcografiche: il ferro.
Nel 1982, inizia a sperimentare un lavoro calcografico elaborato attraverso l'uso di tecniche incisorie tra le più svariate. Oggi questo progetto Metamorfosi continua il suo processo che sfocerà a breve con una mostra.

Galleria fotografica
  • Gianni Atzeni, Alfa 1, 1984
  • Gianni Atzeni, Alfa 2, 1984
  • Gianni Atzeni, Polimaterico 10, 1995
  • Gianni Atzeni, Polimaterico 11, 1995
  • Gianni Atzeni, Sostrato 1, 2000
  • Gianni Atzeni, Sostrato 4, 2000
  • Gianni Atzeni, Altorilievo 1, 2002


Mostre Personali
2005 - Cagliari, G28 Gallery, "Per filo e per segno", a cura di Giorgia Atzeni
2004 - Cagliari, Exmà, "Gianni Atzeni e il segno penetrante dell'umanità", a cura di Caterina Spiga
2002 - G28 Gallery, "Cosmografie", a cura di Antonello Zanda
2002 - Cagliari, PoliArtStudio, "Metallica", a cura di Alessandra Menesini
1998 - Sassari, Kairos, "Risonanze", a cura di Antonello Ruzzu
1998 - Sassari, Kairos, "Un'umile didascalia", a cura di Massimo Antonio Sanna
1997 - Cagliari, Man Ray, "Tra simboli e metafore" a cura di G. Demuro e A. Menesini
1993 - Sassari, Kairos, "Hard & Dark", a cura di Massimo Antonio Sanna
1986 - Nuoro, Galleria Chironi 88, "Le inclinate intermedie sovrapposte", a cura di Alessandra Piras
1984 - Cagliari, Galleria La Bacheca, "Le inclinate intermedie sovrapposte", a cura di Salvatore Naitza

Mostre Collettive
2006 - Sassari, La Frumentaria, "Il segno nel libro"
2006 - Bologna, Galleria d'Accurso, "Il segno nel libro"
2005 - Sassari, Palazzo Ducale e Direzione Banco di Sardegna, "Opera Incisa. Tradizione e sperimentazione"
2000 - Cagliari, Exmà, "I laboratori del segno"
1999 - Cagliari, Exmà, "Sperimentazione e linguaggi"
1996 - Gent (Belgio), "Grafiek uit Sardinie"
1996 - Cagliari, Man Ray, "Per Naitza"
1986 - Cagliari, Galleria Arte Duchamp, "Cinque Artisti di Thélema"
1986 - Vienna, "40 Artisti Italiani"
1984 - Cagliari, Galleria Arte Duchamp, "16 Pittori e Grafici di Thélema"

Testo critico
"Le antiche fattezze del tempo.
[…] Non appena ci si pone davanti alle opere di Atzeni la prima cosa che ci viene davanti, al di là dei significati reconditi che possono nascondere le forme, è l'idea del lavoro, della fatica fisica dell’impegno che sta dietro l'attività creativa dell'artista. Di certo dopo un lungo periodo dove il carattere artigiano come supporto dell'attività creativa, è stato messo al bando, dopo che la critica ha osannato a lungo la casualità, la spontaneità, l'azione creativa, l'happening, l'escremento o l'alito prodotto dall'artista, la ricerca di alcuni maestri contemporanei ci sta riportando all'arte che, ripristinando i metodi e i mezzi del passato, ritorna a coniugare la dimensione artigianale con l'azione creativa. Quasi quasi se ne cominciava ad avvertire il bisogno! Quando il gesto immediato, carico di spontaneità traccia grafi o glifi sul foglio o sul piano pittorico rappresenta una dimensione dell'artista che affida alla componente inconscia il massimo della presenza nell'attività creativa e la rappresentazione della poetica dell'artista stesso. In questo caso è possibile inneggiare alla spontaneità, all'ingenuità, all'elementarità del fare pittorico o scultoreo. Ma quando l'artista ritorna a rivestire i panni di artigiano, a produrre arte con tecniche antiche, sapientemente integrate e rimaneggiate, quando il tempo ridiventa una componente fondamentale dell'arte, del fare arte e la tecnica usata non può fare a meno del tempo, allora il tempo ritorna ad essere una dimensione dell'arte. La morsura, l'azione che l'acido compie sulla lastra di zinco, ha come componente primario il tempo: più la lastra resta immersa e più si corrode. Il tempo in questo caso assume le sue antiche fattezze, quelle di unità di misura, non più categoria del pensiero. Il concetto, come prodotto dell’intuizione e, pertanto, latore di sintesi di pensiero metabolizzato si allontana, per fare posto al ragionamento, alle certezze che si ottengono l'una dopo l'altra, ponendosi in contrasto, in antitesi, in posizione dialettica. Il tempo diventa l'alveo all'interno del quale maturano certezze, non più ritenute nascenti da verità preconfezionate e predigerite, ma dal raggiungimento di fini, risultati di processi, completamenti di operazioni reali, che per essere tali si avvalgono della sperimentazione continua. La realtà artistica diventa costruzione, elaborazione diuturna, forme in fieri. La verità si scopre per tentativi, così come il prodotto artistico: per l’artista questa verità è arte […]"
Diego Gulizia

Bibliografia
A. Boi, G. Pegna, San Sperate, Un paese tutto dipinto Pietre, muri e murali, Cagliari, Edizioni Stefano Mameli, 2000;
A. Janin, Sperduta nell'isola dei sardi, Oristano, Mythos Iniziative, 2002;
A. Zanda, Cosmografie, Cagliari, Zonza Editori, 2002;
25 Aprile. Sessantesimo anniversario, Cagliari, Lithosgrafiche, 2006;
200 Mostre, Cagliari, Arti Grafiche Pisano, 2006;
Opera Incisa Tradizione e Sperimentazione, Sassari, Tipografia Moderna, 2006;
G. Altea, E. Sturani, M. Gatta, Il Segno nel libro. Storia e attualità del segnalibro reinventato da cento artisti della Sardegna, Nuoro, Ilisso, 2006.
Patrimonio culturale della Sardegna