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Suni, chiesa di Santa Maria della Neve

Come arrivare
Il paese di Suni si raggiunge da Macomer attraverso la SS 129 bis e dall'Oristanese tramite la SS 292.

Il contesto ambientale
La parrocchiale sorge nella parte più antica del nucleo urbano.

Descrizione
La chiesa, intitolata alla Vergine della Neve, è il rifacimento di un edificio del primo quarto del XVI secolo di impianto gotico-catalano, caratterizzato da un presbiterio quadrato, ribassato e più stretto della navata, voltato a crociere nervate così come le cappelle laterali, secondo lo schema più diffuso in Sardegna in quell'epoca. Furono reimpiegati materiali lapidei provenienti dal monastero e dalla chiesa romanica di Sant'Ippolito, antica fabbrica cui si sarebbe attinto anche nei secoli successivi per i ripetuti rimaneggiamenti della chiesa.
Già nel 1608 si apriva a Suni un cantiere alle dipendenze del maestro Antioco Marras all'opera per la trasformazione dei fornici d'ingresso a due cappelle laterali, da ogivali in archi a tutto sesto, seguendo le più aggiornate tendenze costruttive della zona, in cui, agli inizi del XVII secolo, si costruiva in linea con le nuove forme del Manierismo severo d'importazione italica.
Altre modifiche subiva la chiesa alla fine del Settecento, finché, fra il 1798 e il 1806, si innalzava il campanile ad opera del muratore bosano Antonio Selis. Il campanile, di pianta quadrata, è diviso in quattro ordini: il primo è rinforzato agli spigoli da paraste impostate su una base modanata continua in trachite, gli altri tre, privi di paraste presentano gli spigoli smussati; al di sopra della cella campanaria, con aperture archiacute ai quattro lati, si sommava un cupolino a cipolla, distrutto da un fulmine nel 1911.
Alla fine del primo decennio del XIX secolo, in concomitanza del progetto di una nuova copertura a botte della navata, veniva sopraelevato il prospetto di facciata che dà all'organismo un'apparenza anacronisticamente romanica. La nuova volta, iniziata nel 1811, era scandita da sottarchi impostati sulle primitive pilastrate tardogotiche adattate al nuovo gusto. Alla retrofacciata veniva addossato una cantoria retta su tre arcate.
Nel secolo scorso, restauri restitutivi hanno portato all'abbattimento della volta, sostituita con un soffitto ligneo a due spioventi retti su cinque incavallature.
Dell'impianto più antico restano tuttora il presbiterio e le prime due cappelle a destra dell'altare. La tribuna quadrata, con arcata d'accesso a sesto acuto sagomata a cavetti su piedritti di sezione rettangolare a spigoli smussati, ha volta a crociera con nervature modanate a guscio che poggiano su mensole a piramide rovesciata.
La cappelle gotiche superstiti mostrano simile copertura, ma le arcate d'accesso si innalzano su piedritti rettilinei con semicolonne nello spessore, sormontate da capitelli fitomorfi a doppi rami spinosi ondulati e intrecciati.

Bibliografia
A. Sari, "Il patrimonio architettonico di Suni", in Suni e il suo territorio, Suni, Amministrazione comunale di Suni, 2003.