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Tresnuraghes, chiesa di San Giorgio

Come arrivare
Tresnuraghes si dispone lungo la SS 292, nell'estrema parte O della Planargia, in un territorio che alterna la coltura dell'olivo ai pascoli ed ai vigneti.

Il contesto ambientale
La chiesa di San Giorgio sorge al centro del paese, ma prossima al limite occidentale dell'abitato.

Descrizione
L'attuale edificio sorge sul sito di una chiesa di impianto antico, che si stabilì di ricostruire affidando il progetto all'architetto e stuccatore bosano Antonio Pinna.
Si conoscono in dettaglio le vicende della ricostruzione della chiesa e dei contrasti subiti dal Pinna da parte del capomastro sassarese Vittorio Fogu che ne contestava l'appalto avocandolo a sé: il 31 marzo 1835, tuttavia, il vescovo di Bosa Francesco Maria Tola stipulava il contratto con l'architetto, che si impegnava a concludere i lavori per la somma di 6000 scudi.
Vinte le pretese del Fogu e terminata nel 1838 la struttura della chiesa, il Pinna procedette l'anno seguente alla realizzazione dell'altar maggiore in "stucchi lucidi".
L'interno è strutturato ad aula unica, voltata a botte unghiata con quattro cappelle per lato, coperte a catino e intervallate da lesene rudentate con capitelli ionici sui quali poggia un'alta trabeazione.
Il presbiterio, quadrato e voltato a cupola emisferica, termina in un'ampia abside semicircolare. Delle decorazioni di Emilio Scherer, realizzate fra il 1888 e il 1889, restano – ma ampiamente ridipinti – i quattro Evangelisti sui pennacchi della cupola. Perfettamente leggibile e recentemente restaurata si presenta invece la decorazione della navata, risalente al 1924-25, dovuta al pittore scanese Isidoro Delogu, con interventi successivi del muratore Giovanni Loche e del pittore sassarese Antonio Sassu.
La facciata si caratterizza per il rigore neoclassico. Spartita in cinque specchi da sei lesene con capitelli ionici in trachite a vista, è conclusa da un timpano triangolare con cornici a dentelli. Sui lati, in corrispondenza delle paraste d'angolo e compenetrati al prospetto – secondo uno schema abbastanza sfruttato in Sardegna – si elevano due campanili simmetrici, a sezione quadrata a spigoli smussati, con finestre archiacute e cupolini rococò che terminano con una guglia piramidale.

Bibliografia
A. Sari, "Chiese e monumenti", in Planargia, Cagliari, Edisar, 1994;
G. M. Muroni, Gente di Planargia. Religione, politica e cultura dalla fine del Settecento al primo Novecento, Quartu Sant'Elena, Progetto Sardegna, 1998;
M. A. Scanu, "Decoratori e decorazione pittorica in Sardegna fra Eclettismo e Liberty", in Mediterranean Studies. Cultura, Storia, Geopolitica delle Regioni del Mediterraneo e dell'Europa", Cagliari, Hen Kai Pan, 2002;
M. A. Scanu, Emilio Scherer, Nuoro, Poliedro, 2002.