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Tuili, chiesa di San Pietro

Tuili, chiesa di San Pietro Tuili, chiesa di San Pietro
Come arrivare
Da Cagliari si imbocca la SS 131. Dopo aver attraversato Monastir si gira a destra. Percorsi circa 40 km ci si immette a destra sulla SS 197. Si passa in prossimità di Furtei e si attraversano Villamar, Las Plassas e Barumini. Poi si prende la SP 44 e si arriva a Tuili.

Il contesto ambientale
Il paese di Tuili è situato ai piedi della Giara di Gesturi, una delle zone più suggestive della Sardegna, ricca di attestazioni archeologiche. Nella parte alta del paese, a O dell'abitato, è ubicata la chiesa dedicata a San Pietro Apostolo. Si erge su un grande piazzale, di fronte all'ottocentesco palazzo Asquer.

Descrizione
In epoca medioevale la "villa", compresa nel giudicato di Arborea, faceva parte della curatoria della Marmilla e dipendeva dalla diocesi di Usellus (Ales). Nel 1481, con l'infeudazione ai Santa Creus, per il paese iniziò una fase importante della sua storia.
La chiesa di San Pietro fu consacrata nel 1489. Di questo antico impianto rimane solo la terza cappella a sinistra, a cui si accede da un arco ogivale con capitelli decorati a motivo fitomorfo, che presenta una volta stellare con gemme pendule.
La pianta della chiesa è ad aula mononavata, con tre cappelle per lato. La navata e tutte le cappelle sono voltate a botte, eccetto la terza a sinistra. Attiguo a quest'ultima cappella è un piccolo ambiente. Dalla terza cappella a destra, che è in realtà un vano d'accesso all'edificio, si passa alla sagrestia, che ha pianta rettangolare.
La facciata, rivolta ad occidente, presenta un paramento murario realizzato in filari di conci squadrati di colore grigio; per due terzi circa della sua altezza e lungo lo spigolo destro sono inseriti conci di diverso colore. La parte superiore, un tempo con pietre a vista, dal 1884 è intonacata. Il portale, sormontato da un architrave, ha l'arco descritto da conci di vario colore. In asse col portale si apre una finestra centinata, ai lati della quale sono altre due luci rettangolari. Il prospetto si conclude superiormente con un coronamento doppiamente inflesso a "cappello di carabiniere". Il fastigio mostra degli elementi decorativi in pietra con motivo spiraliforme; alla sommità è collocato un concio in cui è scolpita una maschera, sopra il quale si innesta una croce litica. I fianchi della chiesa sono sorretti da contrafforti, quattro nel lato sinistro e tre in quello destro; quest'ultimo fianco ospita un portale. La parte absidale, basata su un alto zoccolo, ha il paramento intonacato di colore giallo, come il resto dell'edificio, tranne che la facciata. Sulla parete di fondo del presbiterio si aprono tre finestre, uguali a quelle del prospetto principale. Anche questo prospetto è concluso dal manieristico coronamento doppiamente inflesso. Allineata con l'abside è la sagrestia, in cui si apre una piccola finestra ovale.
Sul lato sinistro della facciata è addossato il campanile a canna quadrata, diviso in quattro ordini separati da cornici. Il primo mostra, entro gli spigoli con pietre a vista, degli specchi intonacati e lisci. Il secondo ospita in ciascuna delle facce una nicchia centinata a tutto sesto, mentre nel terzo si aprono delle monofore con centina a tutto sesto, da cui si vedono le campane; in questo terzo ordine è situato anche l'orologio, posto nella parte inferiore di una delle monofore. L'ultimo ordine, di minori dimensioni, è a pianta ottagonale, con gli spigoli delle facce in pietre a vista, come nel resto della struttura; sulle facce si dispongono, in modo alterno, delle monofore e delle nicchie. Su questo vano si imposta la cupola emisferica, divisa in spicchi e coperta da tessere a pelte colorate.

Galleria fotografica
  • Il campanile a canna quadrata
  • Il prospetto con coronamento a "cappello di carabiniere"


Storia degli studi
Notizie sulla chiesa di San Pietro si trovano su varie pubblicazioni relative alla Marmilla.

Bibliografia
V. Angius, voce "Gonnos-tramatza", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XXIII, Torino, G. Maspero, 1853;
A. Pillittu, "Diocesi di Ales-Terralba", collana Chiese e arte sacra in Sardegna, Cagliari, Zonza, 2001.
Patrimonio culturale della Sardegna