Cagliari, Oratorio delle Anime del Purgatorio, interno

Cagliari, Oratorio delle Anime del Purgatorio

Come arrivare
Dalla via Garibaldi, attraversato il portico Romero, si percorre via San Domenico fino a trovare, sulla s., la piazza San Giacomo, sulla quale affaccia l'oratorio.

Il contesto ambientale
Collocato fra la parrocchiale di San Giacomo e l'oratorio del Crocifisso, sorge sul lato più lungo della piazza San Giacomo nel quartiere di Villanova.

Descrizione
L'oratorio venne edificato tra il 1699 e il 1709 sul sito del loggiato cimiteriale attiguo alla chiesa parrocchiale ad opera della Confraternita delle Benedette Anime del Purgatorio, sorta nel 1695 con finalità di mutuo soccorso e affiliata all'Arciconfraternita della Beata Maria del Suffragio, con sede a Roma nella chiesa di Santa Maria in via Lata. Per la nuova costruzione fu necessario ottenere, nel 1699, la comunione del muro dell'attiguo oratorio del Crocifisso, rispetto al quale l'oratorio delle Anime presenta una minore estensione longitudinale. L'edificio non fu soggetto a modifiche fino al 1782, quando l'interno venne rimaneggiato sotto l'influenza dell'ingegnere sabaudo La Marchia attivo nella parrocchiale di San Giacomo; infine, la costruzione ha subito danni considerevoli durante i bombardamenti del 1943.
L'edificio, a pianta rettangolare, è mononavato, con copertura a botte impostata su cornice; il tetto è costituito da tegole e coppi. La parete di fondo dell'aula consente, mediante due aperture simmetriche, l'accesso alla sacrestia edificata nel 1715. La sobria facciata è conclusa a terminale piatto e bipartita da cornice marcapiano in forte aggetto, che delimita uno specchio su cui nella parte superiore si apre un oculo; lo specchio inferiore, scandito da un'ulteriore cornice, ospita due portali architravati con timpano curvilineo spezzato sormontati da aperture ottagonali, cui in controfacciata corrisponde l'ambiente della cantoria, da queste illuminato. Tra i due portali è incassata una lapide piuttosto corrosa, che reca l'intitolazione dell'oratorio e nella quale, ancora negli anni Sessanta, erano leggibili la data di ultimazione dei lavori nonché i nomi dei tre obreres. La presenza del doppio ingresso, probabilmente determinata da esigenze di culto, è comune ad altri oratori, compreso quello attiguo dedicato al Crocifisso.
Nell'oratorio ha sede la Confraternita i cui membri, esclusivamente rigattieri nel sec. XIX, indossavano abito rosso provvisto di cappuccio e di cordone dello stesso colore; recavano inoltre sul petto un'insegna di tela, sulla quale era dipinta l'effigie della Vergine del Suffragio, il cui simulacro, secondo la testimonianza dello Spano e del Corona, veniva condotto in processione dai congregati l'8 di settembre. La Confraternita possedeva un fondo finanziario cui attingere per le celebrazioni della Vergine, delle Anime e di Sant'Aventino e per la retribuzione di un cappellano. Dal dopoguerra l'oratorio non è più in uso.

Storia degli studi
Notizie sulla chiesa si trovano in diverse pubblicazioni su Cagliari.

Bibliografia
G. Spano, Guida della città e dintorni di Cagliari, Cagliari, Timon, 1861;
F. Corona, Guida di Cagliari e suoi dintorni, Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, 1894;
M. Cabras, "Gli oratori del 'Santo Cristo' e delle 'Anime' nel quartiere di Villanova in Cagliari", in Bollettino Tecnico degli Ingegneri e Architetti Sardi, XVI, 1966, fasc. 3-4;
J. Arce, La Spagna in Sardegna. Apporti culturali e testimonianze della sua influenza, Cagliari, T.E.A., 1982;
M. Pintus, "Architetture", in F. Masala - D. Mureddu - M. Pintus, Cagliari Quartieri storici. Villanova, Cinisello Balsamo, Silvana, 1991;
M.C. Cannas, "La parrocchiale di San Giacomo di Villanova in Cagliari. Vicende costruttive dal XV al XVII secolo", in XIV Congresso di Storia della Corona d'Aragona. La Corona d'Aragona in Italia (secc. XIII-XVIII): 4. Incontro delle culture nel dominio catalano-aragonese in Italia, V, Comunicazioni, Pisa, ETS, 1998.

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