Cagliari, Chiesa di San Francesco di Paola

Cagliari, Chiesa di San Francesco di Paola

Come arrivare
Si trova in via Roma, nell'antico quartiere di Marina.

Il contesto ambientale
La chiesa fa parte del complesso conventuale dei Minimi.

Descrizione
Fondato da San Francesco da Paola (1416–1507) l'ordine fu approvato nel 1474 con il nome di Congregazione eremitica paolana di San Francesco d'Assisi; divenuto poi Ordine dei Minimi.
I Padri arrivarono in Sardegna nel 1625; alla metà del XVII ricevettero in donazione un terreno vicino al porto dove, entro la fine del secolo, costruirono l'attuale convento e la chiesa ad esso adiacente.
L'edificio, ad aula, con tre altari per lato e profondo presbiterio rettangolare, aveva la facciata con terminale a "lucerna di carabiniere" e portale inquadrato da coppie di colonne corinzie. Queste caratteristiche compaiono per la prima volta a Cagliari nella chiesa della Confraternita dei Genovesi, dedicata ai SS. Giorgio e Caterina (distrutta dai bombardamenti del 1943) e costruita entro il 1615, e nella chiesa della Compagnia di Gesù, dedicata a Gesù, Maria e Santa Teresa, la cui costruzione iniziò nel 1623; comune punto di riferimento, per entrambe, è il gusto architettonico manierista della Controriforma, che in Sardegna si fuse con i modi gotico–catalani.
Il coronamento a duplice inflessione della facciata è presente, a Cagliari, anche nelle chiese di Santa Chiara e di Santa Restituta, entrambe dei primi decenni del Seicento.
Purtroppo la facciata del San Francesco, nel 1926, fu considerata priva d'interesse artistico e demolita. Il nuovo prospetto, neoclassicista, progettato dall'ing. Ferraro ed inaugurato nel 1932, rispondeva al gusto artistico del regime fascista; la cultura urbanistica di quegli anni prevedeva, inoltre, "soluzioni di allineamento alle facciate a porticati della via Roma, risalenti alla fine dell'Ottocento".
L'interno ha invece mantenuto l'assetto secentesco. La volta a botte dell'aula è impostata su una cornice modanata che corre senza soluzione sino al presbiterio; i sott'archi che la rinforzano scaricano sui capitelli ionici delle lesene scanalate aderenti ai pilastri.
Tra questi ultimi si susseguono, a vece alterna, edicole architettoniche e altari, compresi entro archi a tutto sesto con intradosso cassettonato.
Il presbiterio, costruito su una cripta a due vani destinata alla sepoltura dei frati, è sopraelevato da quattro gradini. Il suo arredo, in marmi policromi, fu eseguito dal lombardo Giovanni Battista Spazzi (1745 – 1797) entro il 1793; l'altare ha un paliotto rettangolare con volute angolari e stemma centrale campeggiato dall'immagine in bassorilievo di San Francesco da Paola che attraversa miracolosamente lo stretto di Messina; la nicchia accoglie il settecentesco simulacro ligneo del Santo; la balaustra che lo chiude è impostata al centro su due leoni.
Il 1° altare a sinistra, con paliotto rettangolare in marmi intarsiati (primi '700) ospita, entro un'edicola lignea, un dipinto ad olio su tela del genovese Pantaleone Calvo (attivo in Sardegna tra il 1631 ed il 1664), raffigurante la Vergine con il Bambino e san Francesco da Paola che intercede per le anime del Purgatorio, firmata e datata 1664.
Il 3° altare a sinistra ed il 3° a destra sono pregevoli opere in legno dorato e policromato con fastose cornici barocche, attribuiti alla bottega dei Recupo, ebanisti siciliani documentati in Sardegna tra la fine del '600 e l'inizio del '700; nel primo una tela raffigurante due angeli che reggono il simbolo dei Minimi, ricondotta al pittore Sebastiano Scaleta (attivo nella prima metà del '700) e, nella nicchia, il gruppo scultoreo con San Michele che uccide il Drago (XVIII secolo).
Nel secondo, una tela raffigurante la Madonna con Bambino che consegna il rosario a San Domenico, anch'essa probabile opera dello Scaleta; nella nicchia una Madonna in Trono con Bambino in legno dorato e policromato, forse di bottega napoletana (XV secolo).
Nella terza edicola a sinistra statua "vestita" dell'Addolorata, attribuita a bottega napoletana del XVIII secolo.; in basso, piccola scultura in alabastro del Cristo deposto, datata al '700.
La lunetta e la volta del presbiterio furono decorate dal pittore cagliaritano Bacicia Scano nei primi decenni del XX secolo; vi compaiono, rispettivamente, la Canonizzazione di San Francesco da Paola e L'Eterno in gloria con la Colomba dello Spirito Santo.
Durante i lavori di restauro del 1997-99 sono stati rivenuti frammenti di affreschi, forse secenteschi; staccati e montati su tela sono adesso sistemati nella sacrestia.

Storia degli studi
Notizie sulla chiesa si trovano in diverse pubblicazioni su Cagliari.

Bibliografia
G. Spano, Guida della città e dintorni di Cagliari, Cagliari, Timon, 1861;
T.K. Kirova, "La prassi del restauro negli interventi architettonici ed urbani del quartiere", in Cagliari Quartieri storici. Marina, Cinisello Balsamo, Silvana, 1989;
M. Pintus, "Chiesa di S.Francesco di Paola", in Cagliari Quartieri storici. Marina, Cinisello Balsamo, Silvana, 1989;
M.G. Scano, Pittura e scultura del '600 e del '700, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1991;
M.G. Scano, "La pittura del Seicento", in La società sarda in età spagnola, a cura di F. Manconi, Quart, CRS, 1993;
A. Piseddu, "Le chiese cagliaritane: San Francesco da Paola", in Almanacco di Cagliari, 2004, senza pagine;
I. Farci, "Maestri marmorari liguri e lombardi attivi in Sardegna dalla metà del Settecento ai primi decenni dell'Ottocento", in Quaderni oristanesi, 51-52, 2004.

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