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Bosa, Chiesa di Sant'Antonio Abate

Tipologia: Chiesa

Informazioni
Indirizzo: via S. Antonio, 1A - 08013 Bosa

Il contesto ambientale
La chiesa, un tempo a ragione denominata Sant'Antonio extra moenia, ma oggi pressoché inglobata nel centro abitato, si trova sulla via Sant'Antonio Abate, sulla sponda meridionale del fiume Temo.

Descrizione
Il suo primo impianto viene fatto risalire addirittura al XII secolo da documenti di incerta autenticità; pare sia appartenuta in origine all'Ordine dei Camaldolesi che vi abitavano in un annesso piccolo monastero. Fu successivamente concessa dal vescovo locale ai Carmelitani dal 1580 al 1606, fino a quando questi ottennero di trasferirsi presso la chiesa della Vergine del Soccorso, un tempo esistente nel sito dell'attuale chiesa del Carmine.
La chiesa di Sant'Antonio Abate sorge nei pressi dell'antico ponte in trachite rossa (per cui fu detta in passato di Sant'Antonio de Pont) col quale condivide anche l'uso del locale materiale costruttivo.
L'edificio, in forme chiaramente legate a moduli gotico-catalani, risale al XVI secolo. La navata è voltata a crociera su pilastri addossati ai muri perimetrali che scandiscono lo spazio in quattro campate divise da archi a sesto acuto. Il presbiterio è introdotto da un arcone su semicolonne dotate di capitelli a motivi vegetali e recanti uno lo stemma d'Aragona e l'altro l'effigie inusuale di un moro bendato.
La facciata, interamente in trachite a vista, termina a capanna con coronamento d'archetti pensili nascente dalle due paraste d'angolo. In asse al portone con modanatura ad arco inflesso si apre il rosone circolare, strombato e recante nel traforo un motivo di stella a cinque punte.
Il muro perimetrale destro è rafforzato da un robusto contrafforte, avanzato rispetto alla facciata, e terminato sul fronte parallelo a questa da un elemento timpanato. Così pure timpanato, ma ancor più arretrato rispetto al contrafforte, si presenta il tozzo campanile addossato all'opposto versante della chiesa, suddiviso in tre ordini, nel più alto dei quali si apre ad arco la cella campanaria.

Servizi
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Consulta i documenti
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Storia degli studi
Notizie sulla chiesa si trovano in diverse pubblicazioni su Bosa.

Bibliografia
V. Angius, voce ''Sassari'', in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XIX, Torino, G. Maspero, 1849, pp. 71-375;
E. Costa, Sassari, II-III, Sassari, 1937;
C. Maltese, Arte in Sardegna dal V al XVIII, Roma, De Luca, 1962, sch. 148;
V. Mossa, Architetture sassaresi, Sassari, Gallizzi, 1965;
S. Naitza, Architettura dal tardo '600 al Classicismo purista, collana ''Storia dell'arte in Sardegna'', Nuoro, Ilisso, 1992, sch. 9;
M. Porcu Gaias, Sassari. Storia architettonica e urbanistica dalle origini al '600, Nuoro, Ilisso, 1996;
W. Paris, Sassari, le chiese. Itinerari artistici, religiosi e storici, Sassari, 1997;
A. Sari, La chiesa nell'Arcidiocesi di Sassari, collana ''Chiese e arte sacra in Sardegna'', Sestu, 2003.

Galleria fotografica


Come arrivare
Bosa si raggiunge da Macomer lungo la SS 129 bis, da Alghero attraverso la SP 49 o da Oristano attraverso la SS 292.

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