Immagine non disponibile

Siligo, Complesso di Monte Sant'Antonio

Tipologia: Complesso nuragico

Informazioni
Indirizzo: SP 23 - 07040 Siligo - località Funtana Carchinada

Il contesto ambientale
L'area archeologica è situata nella stretta sella nord-occidentale del Monte Sant'Antonio, nel Logudoro, regione della Sardegna nord-occidentale; gode di un ampio dominio visivo sulle vallate sottostanti.

Descrizione
Il complesso, costituito da numerose strutture, si distribuisce intorno ad un tempio a pozzo.
Il tempio è situato tra due cortine murarie di tipo isodomo con banchina antistante: la prima è curvilinea, la seconda, rettilinea, è interrotta da una piccola nicchia e dal corridoio di accesso ad una torre. Le strutture sono racchiuse da una muraglia che - originandosi dalla torre - raccorda una costruzione circolare a sud-est (forse una torre-capanna) con altre strutture non definibili in pianta, sino a ricollegarsi con un'altra torre simile alla prima. Sul lato sud-ovest il sito è difeso dallo strapiombo. Il pozzo conserva la camera circolare (diametro m 4,80) con ingresso a soglia rialzata (larghezza m 0,95) aperto su un'area lastricata; uno squarcio interessa l'ingresso e, per metà, la fronte dell'edificio. Il vano del pozzo presenta, sui filari di base perfettamente circolari, dei raccordi angolari tra due paramenti rettilinei - realizzati con blocchi di tufo bianco – che adattano la pianta circolare ad un alzato quadrangolare in origine coperto da un tetto a doppio spiovente. Diversi elementi della copertura - di tufo bianco – sono stati rinvenuti in prossimità del pozzo: sono blocchi a doppio spiovente con incavo semicircolare nella parte inferiore e fori rettangolari sulla sommità, forse per l'inserzione di spade votive. La camera circolare è inclusa in un edifico di pianta trapezoidale (larghezza m 8,00) di cui si conserva soltanto il settore sinistro. L'area lastricata antistante il pozzo (m 15,30 x m 13,30) – in parte danneggiata da mezzi meccanici - è delimitata su un lato dallo strapiombo e da una cortina muraria e sull'altro da un muro isodomo curvilineo - costruito con blocchi di basalto a "T" – che si appoggia alla struttura esterna rettilinea del pozzo.
La pavimentazione è costituita da lastre di scisto, da blocchi lavorati di basalto e di tufo bianco intervallati da scaglie dello stesso materiale. Una canaletta di deflusso dell'acqua attraversa tutta l'area lastricata terminando sulla soglia del pozzo: è creata da sedici blocchi di basalto con incavo centrale semicircolare e bozze laterali per l'ammorsamento.
Presso l'area sacra è presente un ambiente circolare (diametro esterno m 8,00, interno m 5,60; altezza m 1,70) costruito con filari regolari di massi di basalto lavorati e dotato al centro di un focolare circolare delimitato da conci "a coda" ben connessi.
Particolarmente interessanti sono, inoltre, due strutture dalla singolare planimetria: la prima - realizzata con blocchi ben lavorati di basalto – è rettangolare allungata con absidi contrapposte (lunghezza m 14,50; larghezza m 4,60/2,50; altezza m 1,75) ed è dotata di due ingressi strombati sul lato meridionale. La seconda, rettangolare (lunghezza m 20,40/18; larghezza m 6,00/4,00), è costruita in tecnica isodoma con filari alternati di conci calcarei e basaltici ed è dotata di quattro ingressi contrapposti sui lati lunghi. Lungo il perimetro murario corre un bancone-sedile che si interrompe in corrispondenza di un piccolo seggio cilindrico con cornice (larghezza m 0,42; altezza m 0,32). Della parte superiore dell'edificio rimangono due conci caratterizzati da una singolare decorazione a triangoli in rilievo e in negativo.
Un corridoio rettilineo collega l'area cerimoniale al nuraghe: la muratura del corridoio è costituita da grossi blocchi di base cui si sovrappongono un paio di filari di pietre più piccole e lastre di scisto (lunghezza attuale m 6,35; altezza m1,30).
Il nuraghe (diametro m 15; altezza m 4,60), realizzato sull'affioramento roccioso, è costruito con giganteschi blocchi di basalto sovrapposti con tessitura obliqua.
Il complesso presenta fasi dalla fine del Bronzo medio all'età del Ferro.

Servizi
Non sono presenti servizi.

Storia degli scavi
Il sito è stato scavato negli anni 1988-1989 da Fulvia Lo Schiavo e Anna Sanna, a seguito di devastanti episodi di vandalismo.

Bibliografia
F. Lo Schiavo, "Santuario nuragico sul Monte S. Antonio di Siligo", in Nuovo Bullettino Archeologico Sardo, III, 1986, pp. 27-36;
F. Lo Schiavo, "Santuario nuragico di Monte S. Antonio -Siligo (SS)", in Archeologia e territorio, Nuoro, Ilisso, 1990, pp. 101-103, figg. 46-49;
F. Lo Schiavo, "Siligo (Sassari). Monte S. Antonio. Santuario nuragico", in Bollettino di Archeologia, 1-2, 1990, pp. 260-261; n. 4, 1990, pp. 122-123;
A. Sanna - F. Lo Schiavo, "Siligo (Sassari). Località Monte Sant'Antonio", in Bollettino di Archeologia, 13-15, 1992, pp. 197-203.

Come arrivare
Dalla periferia Est dell'abitato di Siligo, una strada comunale risale sino alla sommità del Monte Sant'Antonio; il tracciato, piuttosto accidentato, è percorribile con fuori-strada.