Gonario Pinna

Considerato unanimemente uno dei maggiori rappresentanti della storia politica e culturale sarda del '900, Gonario Pinna nasce a Nuoro nel 1898, figlio del noto penalista e deputato Giuseppe, assassinato nel capoluogo barbaricino nel 1908. Compie gli studi dapprima a Sassari, entrando in contatto con giovani repubblicani e progressisti come Dessanay e subendo il fascino del grande poeta e avvocato socialista Sebastiano Satta. Continua i suoi studi liceali a Firenze, dove anche il pensiero socialista e meridionalista di Salvemini contribuisce alla sua formazione. Volontario nella Grande Guerra, subisce un breve periodo di prigionia a Sopronyek. Nel 1917 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza a Roma, laureandosi nel 1921 e perfezionando poi gli studi dapprima nella Scuola d'applicazione giuridico-criminale di Enrico Ferri e Arturo Santoro e poi nel corso di specializzazione in Sociologia criminale presso il Criminalische Institut di Berlino. Nella stessa città tedesca si manifestano chiaramente, accanto alla vocazione forense, l'interesse e la passione per la letteratura - e soprattutto per quella sarda - che accompagneranno l'intera vicenda esistenziale di Gonario Pinna. A Berlino egli frequenta infatti le lezioni di filologia romanza e di linguistica sarda di Max Leopold Wagner (conseguendo, inoltre, anni dopo, una seconda laurea in Filosofia a Cagliari) e diviene corrispondente della "Voce Repubblicana" dalla città tedesca. Tornato a Roma, nel 1922, prosegue l'attività di pubblicista scrivendo per l'"Iniziativa", la "Scuola Positiva", "L'eloquenza" e la "Critica politica". Negli anni successivi inizia l'attività di avvocato presso lo studio paterno di Nuoro e ben presto si afferma come uno dei più celebri legali barbaricini. Seguono anni di intenso attivismo politico. Repubblicano e antifascista durante il Ventennio, dopo la caduta del regime è fra i maggiori protagonisti delle battaglie sardiste, impegnandosi anche nella stesura di un progetto di Statuto per la Regione Sarda. Nel 1955 aderisce al Partito Socialista, trovandosi impegnato sia sul fronte politico (come deputato dal 1958 al 1963), sia su quello giornalistico e letterario, scrivendo nelle riviste "Solco", "Riscossa", "Idea Socialista". Al tempo aveva già scritto su "Ichnusa" e aveva manifestato doti di acuto studioso della storia politica e culturale nonché del malessere economico-sociale dell'isola, con particolare riguardo alla realtà nuorese. Tutti i suoi scritti rivelano le sue forti passioni civili e culturali, a partire da "Analfabetismo in Sardegna" (testo di una relazione tenuta al Congresso Medico-Psico-Pedagogico organizzato a Cagliari su iniziativa dell'Unione nazionale per la lotta contro l'analfabetismo e pubblicato su "Ichnusa", anno II, fasc. 5-6, 1950), per proseguire con "Due problemi della Sardegna: analfabetismo e delinquenza" (Gallizzi, Sassari 1955 e poi, in una nuova edizione aggiornata, con il titolo "La criminalità in Sardegna", Editrice sarda Fossataro 1970), e con "Taccuino d'un penalista sardo" – pubblicato a puntate su "Ichnusa" dal primo fascicolo del 1956 - nel quale lo scrittore offre un ritratto dell'uomo, nei suoi spazi privati e con le sue passioni, e un ritratto del professionista, rappresentando uno spaccato della società e dei suoi codici comportamentali. Seguono "Il pastore sardo e la giustizia" (Editrice sarda Fossataro, Cagliari 1967; Giuffré, Milano 1992; Ilisso, Nuoro 2003), nel quale Gonario Pinna mette a frutto la sua esperienza più che quarantennale di specialista del processo nell'ambiente barbaricino, avanzando altresì proposte politiche tuttora attuali; e "Memoriale d'un penalista sardo" (Editrice sarda Fossataro, 1974). Sono da ascrivere agli interessi più prettamente letterari l'"Antologia dei poeti dialettali nuoresi" (Editrice sarda Fossataro, 1969; Edizioni della Torre, Cagliari 1982) e i due drammi teatrali "Il castigo" e "La malasorte", nonché la commedia "Non sempre il male viene per nuocere" (Editrice sarda Fossataro, 1976). Conclude la sua lunga e intensa vita a Nuoro, nel 1991.

OPERE
Il pastore sardo e la giustizia
Memoriale d'un penalista sardo

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