Perfugas, pozzo sacro di Predio Canopoli

Perfugas, pozzo sacro di Predio Canopoli

Come arrivare
Arrivati a Perfugas si percorre per intero la via principale e si svolta nella Via Garibaldi: l'area archeologica recintata si trova alla fine della strada.

Il contesto ambientale
Il tempio è ubicato nel centro storico di Perfugas, nella zona antistante la chiesa di Santa Maria degli Angeli, nell'Anglona, regione della Sardegna settentrionale.

Descrizione
Il pozzo sacro deve il nome a Domenico Canopoli, proprietario dell'orto nel quale l'edificio fu scoperto, nel 1924.
Il tempio a pozzo, tra i più raffinati della Sardegna nuragica, presenta lo schema consueto: un vestibolo che introduce in una scala di collegamento con la camera del pozzo.
L'edificio è costruito con conci di calcare – cavati dagli affioramenti di Laerru - perfettamente lavorati e posti in opera su filari regolari. Il vestibolo, rettangolare (larghezza m 2,70; profondità m 1,88), con pavimento perfettamente lastricato, presenta alle pareti due banconi-sedile formati da due blocchi lavorati. Al centro del vano era presente una sorta di "mensa sacrificale" con vaschetta e cavità pervia nella parte superiore; il blocco è oggi scomparso.
Dal vestibolo si accede alla scala (lunghezza m 2,30; larghezza m 0,90) che con 8 gradini discende nella piccola camera del pozzo. La copertura è costituita da tre lastre disposte ad altezza scalare. La cella, oggi svettata, è perfettamente circolare in pianta e troncoconica in alzato (diametro m 1,70/1,60; altezza m 2,75); le pareti sono rivestite da blocchi perfettamente lavorati e connessi, disposti su undici filari in leggero aggetto. I conci del paramento esterno del tamburo, così come quelli del vestibolo, presentano due bozze in rilievo di incerto significato: si tratta, forse, di un accorgimento tecnico che facilitava la presa e il trasporto dei blocchi, ma non si esclude una funzione ornamentale. Al tamburo è collegato l'impianto di drenaggio, formato da cinque lastre di calcare con canaletti per il deflusso dell'acqua che sgorgava all'interno del pozzo.
L'area adiacente al pozzo era racchiusa da un recinto di grossi blocchi di trachite, edificato sui resti di un precedente tempio "in antis" di forma rettangolare. Intorno al pozzo, si estendono i resti di un villaggio e, a non molta distanza, doveva sorgere un nuraghe complesso. Dal pozzo provengono interessanti ex-voto: tra questi, una figurina di toro rappresenta uno degli esemplari più raffinati della piccola plastica bronzea nuragica.
Il monumento è databile alla fine del Bronzo medio, Bronzo recente, Bronzo finale, età del Ferro.

Storia degli scavi
Il monumento fu scoperto e scavato per la prima volta, ad opera di Antonio Taramelli, nel 1924. Dal 1979 ad oggi Giovanni Pitzalis ha curato alcuni interventi di scavo e di restauro della struttura, oltre che di sistemazione dell'area circostante.

Bibliografia
A. Taramelli, "Tempietto a pozzo di carattere preromano scoperto nell'abitato", in Notizie Scavi, 1924, pp. 522-533;
G. Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Cagliari, La Zattera, 1966, nn. 194 e 197, pp. 317, 319-20;
F. Lo Schiavo, "1979, Notiziario", in Rivista di Scienze Preistoriche, XXXIV, 1-2, 1979, pp. 341-342;
F. Nicosia, "La Sardegna nel mondo classico", in Ichnussa. La Sardegna dalle origini all'età classica, Milano, Libri Scheiwiller, 1981, p. 440 figg. 464-466;
G. Pitzalis, "Perfugas. Pozzo Predio Canopoli", in Il territorio, l'uomo, la memoria. Venticinque anni di attività, a cura di G. Pitzalis, Muros, Stampacolor, 2005, pp. 22-23.