Villagrande Strisaili, tomba di giganti di Pradu Su Chiai

Villagrande Strisaili, tomba di giganti di Pradu Su Chiai

Come arrivare
Partendo da Tortolì si prende la direzione di Villagrande Strisaili imboccando prima la SS 198, poi la SP 27 fino al centro del paese. Da lì si esce e si prende la stradina che conduce al Lago Alto del Flumendosa. Dopo circa km 1,5 in corrispondenza di una curva a destra, si lascia la strada asfaltata e si svolta a sinistra in una stradina a fondo naturale in discesa. Superati due cancelli e un torrente, dopo circa 350 m, si arriva alla tomba racchiusa in un recinto di tronchi d'albero, distante circa 50 m sulla destra della strada.

Il contesto ambientale
Il monumento è situato in località Santa Barbara, sulla riva est del lago del Flumendosa, in un'area al confine tra l'Ogliastra e la Barbagia, nalla Sardegna centro-orientale.

Descrizione
La tomba di giganti, nota anche con il nome di Campu de Pira Onni, è una sepoltura del tipo isodomo con "fregio a dentelli". È costruita con blocchi di granito.
Il corpo tombale (lungh. m 10,00; largh. m 4,50) è realizzato con blocchi ben lavorati e disposti su filari regolari in ritiro. In corrispondenza dell'abside è presente un concio a sezione di cerchio. Il corridoio funerario interno, rettangolare in pianta (lungh. m 7,00; largh. m 0,70/0,90), è costruito con filari orizzontali di conci perfettamente lavorati, di maggiori dimensioni quelli di base. A partire dal terzo filare i blocchi presentano la superficie a vista sbiecata. Il lato di fondo è chiuso da un'unica lastra di testata, mentre il pavimento conserva il lastricato. Le pareti della camera sono rinforzate all'esterno da una fila di grossi conci che corre lungo l'intero perimetro del corpo tombale e che prosegue anche sul retro delle ali dell'esedra. Della copertura del corridoio si conserva oggi un unico lastrone a piattabanda (lungh. m 2,00; largh. m 0,70) rovesciato durante i lavori per la sistemazione di un traliccio. L'ingresso della camera funeraria è delimitato da due conci rettangolari ben lavorati, con angolo smussato, sui quali poggia un architrave che presenta due tacche verticali per un miglior fissaggio del chiusino. Sull'architrave giaceva un concio trapezoidale "a dentelli" con superficie superiore leggermente arcuata (h. m 0,90; largh. m 1,30/0,80; spess. m 0,36/0,18). L'emiciclo dell'esedra (corda m 12,80; spess. m 4,00/2,80) è realizzato con lastre ortostatiche che poggiano su un basamento di blocchi lavorati. La base d'appoggio sporge rispetto all'allineamento degli ortostati, formando un doppio bancone-sedile. L'area antistante l'esedra è delimitata da un recinto di pietre. All'interno di questo spazio sacro sono stati rinvenuti un secondo concio a dentelli rettangolare (lungh. m 0,75; largh. m 0,46) e un chiusino rettangolare (h. m 0,75; largh. m 0,72) con due bozze di manovra.
La tomba è databile al Bronzo recente- Bronzo finale (1300-900 a.C.)

Storia degli scavi
La sepoltura fu scavata da Maria Ausilia Fadda negli anni '80 del Novecento.

Bibliografia
M. A. Fadda, "La tomba di giganti di Campu de Pira Onni (Villagrande)", in La Sardegna nel Mediterraneo tra il Bronzo medio e il Bronzo recente, XVI-XIII sec. a. .C.: Atti del III convegno di studi Un millennio di relazioni fra la Sardegna e i paesi del Mediterraneo, (Selargius-Cagliari, 19-22 novembre 1987), Cagliari, Edizioni della Torre, 1992, pp. 83-87.