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Alghero, Museo diocesano dell'Arte Sacra

Informazioni
Indirizzo: piazza Duomo 1, Alghero
Telefono: 079 9733041
Ente titolare: Diocesi di Alghero - Bosa
Gestione: Cooperativa Mosaico
Orari: 10.00 - 12.30 e 19.00 - 22.00
Biglietto: € 2,50 (intero) € 1,50 (dai 10 ai 18 anni)
Esenzione biglietto: sotto i 10 e sopra i 65 anni
email: info@algheromuseo.it

Il museo
È situato nel centro storico della città, nei pressi della cattedrale, nell'oratorio di Nostra Signora del Rosario, dove aveva sede l'omonima soppressa confraternita fondata nel 1568 nella chiesa di San Francesco. Nel museo, inaugurato il 30 giugno 2000, è conservato il tesoro liturgico della cattedrale di Alghero e delle altre chiese storiche della città. La raccolta museale è suddivisa in sei sezioni: argenti, dipinti, sculture lignee, ebanisteria, materiale lapideo e bronzi. Argenti: singolare importanza riveste il reliquiario della Vera Croce, pregevole opera di estrazione catalana, forgiata da un ignoto argentiere algherese nel 1500. È particolarmente preziosa anche una splendida croce astile tardo cinquecentesca, prodotta da una bottega di Saragozza. Spiccano inoltre un calice con castoni di coralli e un ostensorio in filigrana, opere secentesche dovute a maestranze siciliane. Ebanisteria: la sezione comprende un grande tabernacolo barocco in legno intarsiato, proveniente dalla chiesa di San Giovanni Battista, tipico esempio dell'austera ebanisteria dell'Ordine cappuccino. Sculture lignee: sono ospitati in questa sezione diversi simulacri di santi e della Vergine, a testimonianza dei culti e delle devozioni che, nei secoli, hanno alimentato la fede della popolazione algherese. È di grande interesse la statua dorata della Madonna dei Naviganti, opera di ignoto intagliatore catalano del secolo XV. Svariate sono le testimonianze della plastica sarda e napoletana dal Seicento all'Ottocento: fra tutte si impone un gigantesco San Michele Arcangelo della fine del secolo XVII. Materiale lapideo e bronzi: una statua marmorea della Madonna della Misericordia testimonia la diffusione della cultura ligure tardo manieristica in Sardegna, nei primi anni del secolo XVII. La raccolta di bronzi annovera due campane, di cui una, quattrocentesca, proveniente dal campanile della cattedrale. Dipinti: la raccolta museale annovera tele risalenti al Cinquecento e al Seicento. Va posta in evidenza la predella del retablo dell'Annunciazione, proveniente dalla chiesetta della Speranza, nell'agro di Alghero e attribuita ad un pittore di educazione catalana operoso nei primi anni del Cinquecento. Ad un ignoto artefice sardo degli inizi del secolo XVII si assegna invece la Sacra Famiglia con San Giovannino. Notevole è il ciclo di dipinti ascrivibili ad un pittore genovese della metà del Seicento che ha desunto da Rubens scene della vita di Cristo e della Vergine.

Perché è importante visitarlo
Il Museo testimonia l'importanza dell'esperienza cristiana e devozionale, nel vissuto della popolazione Algherese e della Diocesi, attraverso numerose opere d'Arte.