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San Teodoro, Museo delle civiltà del mare

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Informazioni
Indirizzo: via Niuloni 1, San Teodoro
Telefono: 0784 866010
Ente titolare: I.CI.MAR. – Istituto delle Civiltà del Mare
Orari: dal lunedì al venerdì, 10.00 - 13.00 e 16.30 - 19.00
Biglietto: ingresso gratuito
Sito internet: www.icimar.it
email: icimar@tiscali.it

Il museo
L'esposizione, provvisoria, presenta reperti rinvenuti nell'area del centro abitato di San Teodoro, nelle sue acque e in quelle più vicine, interessate nell'antichità da intensi movimenti di traffico commerciale. È anche presente un tesoretto monetale di epoca punica, di ignota provenienza. Il più antico reperto è un'anfora greco-italica, da porre in relazione con la città punica di Olbia, maggior porto della Sardegna settentrionale a partire dal 350 a.C. Le altre anfore mostrano l'evoluzione di questo contenitore fino alla forma classica vinaria italica, testimoniando la continuità e l'intensificarsi dei traffici.
Oltre al vino, le navi romane trasportavano altri beni: tra questi la ceramica a vernice nera di produzione centro italica e campana, diffusa, per il basso costo, in tutti i centri del Mediterraneo, specialmente occidentale. Nel I sec. d.C. i traffici sono prevalentemente diretti verso Roma e l'Italia centrale tirrenica. Come in età repubblicana dai porti sardi, tra cui Olbia, partono i cereali per l'approvvigionamento di Roma e degli eserciti, mentre si importa dalla Penisola vino di buona qualità per le mense degli italici stabilitisi nell'isola e dei ceti abbienti. Transitò in questo periodo, per queste acque, un relitto che trasportava, fra l'altro, ceramiche fini da mensa (sigillate italiche) prodotte in Toscana e che recava a bordo un crogiuolo per la galena. In età medioimperiale per le acque di San Teodoro transitarono imbarcazioni che trasportavano vino dal sud della Gallia e dall'Egeo, e olio e salsa di pesce dal nord Africa. Le anfore erano accompagnate da prodotti africani, come le ceramiche da cucina e le ceramiche fini da mensa (sigillata chiara). Dall'Itinerario Antoniniano (212-217 d.C.) si apprende dell'esistenza, presso l'attuale San Teodoro, di Coclearia, stazione della strada romana Olbia-Cagliari e scalo marittimo. Risale al III-IV sec.d.C. un relitto di nave con giacimento sparso di ceramiche, vetri e metalli, rinvenuto nei fondali di Baia Salinedda. Il centro sopravvisse alla fine del mondo antico, raccogliendosi intorno a un edificio dedicato al culto di San Teodoro, come testimoniano i resti di un'area cimiteriale bizantina. Nel medioevo il centro, situato nel Giudicato di Gallura, assunse probabilmente il nome di Villa de Offolle, da cui l'attuale denominazione di San Teodoro di Oviddè. Mercanti e pirati arabi forse disposero basi temporanee nell'area tra Capo Coda Cavallo e l'isola di Molara.

Perché è importante visitarlo
È importante perché il percorso contiene in sé la storia del piccolo centro costiero attraverso i reperti e la ricostruzione storica a partire dal 350 a.C. sino al medioevo. Il più antico reperto esposto è un'anfora greco-italica.

Servizi
Biblioteca adiacente.
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