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Sanluri, Castello giudicale Eleonora d'Arborea, Museo del Risorgimento e Collezione delle ceroplastiche

Sanluri, la collezione di cere all'interno del Castello Sanluri, la collezione di cere all'interno del Castello
Informazioni
Indirizzo: via gen. Nino Villa Santa, 1 - 09025 Sanluri
tel. +39 070 9307105 (segreteria prenotazioni)
Titolare: Alberto Villa Santa & eredi
Orari: 1 luglio - 20 settembre 10.00 – 13.00 e 16.30 – 21.00 (domeniche e festività) e 16.30 – 21.00 (martedì-venerdì); 21 settembre – 30 giugno 9.45 – 13.00 e 15.00 – 19.00 (domeniche e festività); da lunedì a sabato chiuso, si apre solo su prenotazione per scolaresche e gruppi di almeno 15 persone
Biglietto: € 5,00 (intero); € 3,50 (ridotto, per scolaresche e gruppi); € 2,50 (ridotto, per età dai 6 ai 14 anni). Esenzione per persone disabili, bambini fino a 6 anni, accompagnatori gruppi
email: a.villasanta@tiscali.it

Il museo
Sede del Museo è una suggestiva fortezza militare fatta costruire dai giudici d'Arborea, durante il regno di Pietro IV d'Aragona, con funzioni militari, quale caposaldo strategico del sistema difensivo, ma anche doganali. Edificato nel 1355, in soli ventisette giorni e ventisette notti, come riportato in un manoscritto conservato nell'Archivio della Corona d'Aragona di Barcellona, il castello è l'unico sopravvissuto degli ottantotto costruiti in Sardegna tra il periodo giudicale e medioevale. Fu adibito a museo risorgimentale nel 1927 in memoria dei sardi caduti in guerra per la realizzazione dell'unità d'Italia. Allora il duca d'Aosta Emanuele Filiberto decise di trasferirvi i suoi preziosi cimeli risalenti alla prima guerra mondiale e quelli delle precedenti guerre d'Indipendenza, che teneva custoditi nella reggia di Capodimonte. Nel salone delle milizie, al piano terra, sono in mostra, tra l'altro, archibugi settecenteschi, cimeli garibaldini ed il Tricolore che, nel 1918, sventolò nella Trieste riconsegnata all'Italia. Al primo piano sono esposti, nel salone di giustizia, numerosi ricordi delle guerre coloniali di Eritrea, di Libia e d'Etiopia, ma anche del periodo fascista e dell'ultima guerra mondiale. La presentazione include un'ampia raccolta di cimeli, libri, giornali e documenti del tempo.

La Collezione delle cere comprende circa quattrocento pezzi, alcuni rarissimi, datati tra il XVI e il XIX secolo, di artisti italiani e stranieri come il Susini, Du Quesnoy, Zumbo o l'Ammanniti. Sono modelli in miniatura di monumenti tridimensionali, cammei, medaglioni, tondi della "Via Crucis" e scene di vita quotidiana, eseguiti per mostrare ai vari committenti le loro proposte da realizzare poi in scala maggiore.

Le altre sale ospitano gli arredi originali del castello, tra questi lo studio del generale Nino Villa Santa dove è conservato il suo epistolario con Gabriele d'Annunzio, il salotto napoleonico che contiene sciabole, documenti e arredi appartenuti alla famiglia imperiale e la camera dei Doria, con un bellissimo letto settecentesco.

Il percorso si conclude con una passeggiata nel terrazzo dal quale si gode una notevole vista che spazia fino al Castello di San Michele di Cagliari, distante una quarantina di chilometri, e poi nel parco dove si trovano esposti pezzi d'artiglieria, siluri e bombarde.
Esistono barriere architettoniche ai piani superiori.

Servizi
Visita guidata compresa nel prezzo del biglietto e su prenotazione anche nei giorni di chiusura. Percorso didattico per bambini.
Patrimonio culturale della Sardegna