Antoni e Gavinu Piredda

Da una famiglia di Thiesi, nacquero ben due talenti poetici che sono ancora nei ricordi degli appassionati più anziani. Il primo, Antoni Piredda era coetaneo di Piras e di Budrone. Cominciò a cantare negli Anni Venti, ma la proibizione delle gare gli impedì di volare alto da subito nella carriera. Alla ripresa si fece trovare pronto e potè competere alla pari con i talenti più in vista del tempo. Resistette sui palchi fino al 1982, quando una malattia seria lo costrinse a lasciare. <Faghiat impressione cust'omine – scrive Paolo Pillonca – pro comente paraiat azza in totu sos mamentos de sa disputa: chie l'at pòtidu sighire pro unu tempus longu, comente est cumbinadu a chie l'est ammentende como, podet narrer de no l'aer bidu mai illiunadu, nemmancu in sas garas pius ischintiddosas>. Il fratello, Gavino, era del 1910 e nacque a Romana, dove la famiglia si era trasferita per motivi di lavoro. La fama ormai raggiunta dal fratello maggiore lo danneggiò non poco nelle sue esibizioni dai palchi dell'isola. Era comunque anche un buon poeta "da tavolino", ovvero gli piaceva anche scrivere le sue poesie. Possedeva una certa cultura, e comunque mantenne una certa curiosità culturale che fa di lui una figura di tutto rispetto nel mondo dei cantadores isolani. È rimasta famosa, tra le schiere degli amatori, la sua disamistade con Barore Tucone che sfociò una sera degli Anni Sessanta a Samugheo nella rinuncia alla seconda giornata di gara. Gavino Piredda morì a Romana il 26 maggio del 1993.




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