Barore Sassu

Nasce a Bànari, centro del Meilogu, il 25 febbraio del 1891 e anche lui come altri poeti conosce la dura vita di trincea della Prima Guerra Mondiale. A soli venti anni combatte e viene fatto prigioniero. Alla fine del conflitto torna in Sardegna e si dedica alla poesia improvvisata guadagnandosi subito una larga fama in tutte le piazze dell'isola. Quando arriva l'ostracismo della Chiesa e la proibizione delle gare in pubblico, ha circa 40 anni ed è al massimo della sua attività di improvvisatore. Certamente è stato danneggiato molto più di altri. Nel 1937, dopo anni e anni di divieto, lentamente la guerra dello Stato fascista e della Chiesa contro i cantadores arriva a una svolta positiva. Si può riprendere a cantare anche se non in piazza e senza affrontare argomenti politici e religiosi. In realtà, per tornare in piazza, i poeti devono firmare una tessera di appartenenza a un comitato delle arti popolari controllato dai gerarchi fascisti locali. Paolo Pillonca in "Chent'annos a lughe 'e una" ha raccolto, direttamente da Sassu, una testimonianza diretta di quei fatti: <Su diretore 'e su museo 'e Tatari, chi si naraiat Lavagna, e su segretàriu 'e su dopolavoro 'e sa provincia, Cartoni, sun istados sos chi nos an permissu 'e torrare in piata. Deo so istadu custrintu a narrer chi emmo, finas a-i cussas cundissiones, ca m'agataia in bisonzu abberu e no ischia comente fagher in àtera manera pro campare sa familia>. Barore Sassu muore nel suo paese natale nel 1976. La biblioteca comunale di Banari è dedicata al suo nome.




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