Remundu Piras

Uno dei maestri indiscussi della poesia a bolu nasce a Villanova Monteleone il 29 ottobre 1905. Si ricorda il suo debutto nei palchi a 19 anni neppure compiuti. Resta vittima però della proibizione voluta da vescovi e fascismo ed è costretto al silenzio per tredici anni, dal 1932 al 1945, a causa del divieto a cantare imposto a tutti i "cantadores" di quel periodo. Riprende a cantare nel dopoguerra richiestissimo nelle piazze di tutta l'isola. Muore il 21 maggio 1978. Era dotato di un naturale senso critico e di una vocazione formidabile per la composizione istantanea delle poesie con le quali era impossibile rivaleggiare sul palco. La sua produzione non è stata solo orale. Piras ci ha lasciato anche delle poesie di genere più meditato che hanno avuto una larga diffusione dopo la sua morte. In particolare si ricordano più frequentemente "Misteriu", raccolta di sonetti, "Bonas Noas", satire e terzine, "Sas Modas", canti lunghi che concludevano le gare poetiche e "A bolu", raccolta di ottave improvvisate: i quattro volumi furono pubblicati da Della Torre, tra il 1979 e il 1985, a cura di Paolo Pillonca. Poco prima di morire nel 1977, Remundu Piras ha pubblicato, nelle due riviste di area neosardista "Sardigna" e "Nazione Sarda", un sonetto dal titolo "Non sias isciau", che è diventato in qualche modo il manifesto delle rivendicazioni culturali dell'isola in merito alla tutela e valorizzazione della lingua sarda. Ancora oggi il sonetto è citatissimo da politici e studiosi. Ha conosciuto anche una larga diffusione popolare grazie all'utilizzo che ne hanno fatto alcuni cori a tenores.

No sias isciau

O sardu, si ses sardu e si ses bonu,
Semper sa limba tua apas presente:
No sias che isciau ubbidiente
Faeddende sa limba 'e su padronu.

Sa nassione chi peldet su donu
De sa limba iscumparit lentamente,
Massimu si che l'essit dae mente
In iscritura che in arrejonu.

Sa limba 'e babbos e de jajos nostros
No l'usades pius nemmancu in domo
Prite pobera e ruza la creides.

Si a iscola no che la jughides
Po la difunder menzus, dae como
Sezis dissardizende a fizos bostros


Remundu Piras, su 29 de Santu Aine de su 1977




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